Il Tirreno

E' allarme-frane, aumentano le richieste di aiuto Carrara: blocchi di marmo come nuovo argine

E' allarme-frane, aumentano le richieste di aiuto Carrara: blocchi di marmo come nuovo argine

Un centinaio di studenti sono ritornati a Romagnano, la zona più colpita
Una quarantina gli abitanti di Massa e Carrara in strutture di emergenza

7 MINUTI DI LETTURA





MASSA CARRARA. Dopo il nubifragio è ancora piena emergenza a Massa, con centinaia di telefonate al centralino dei vigili del fuoco, al Comune, alle forze dell'ordine e alla Protezione civile per chiedere aiuto nelle zone allagate, dove l'acqua non si è ritirata, e nelle zone di collina dove ci sono numerose frane in movimento.

E' allarme frane. I volontari, 250 su tutto il territorio provinciale, non riescono ad arrivare ovunque e risultano insufficienti nel numero rispetto agli interventi da fare. Nel dettaglio emerge che nella parte a monte della città i cittadini lamentano di non aver ricevuto aiuti, se non da parenti e amici. Si contano decine di piccole frane, che ostruiscono strade e abitazioni e da sola la gente non ce la fa a liberare le case. Una frana a Castagnara minaccia di isolare una decina di case. In località Romagnano c'è ancora fango e i cittadini si sono attrezzati con ruspe private. Paura anche a Mirteto per la caduta di un ponte in cemento armato franato nella prima parte del torrente Ricortola, vicino a dove morì Aldo Manfredi due anni fa, la vittima della frana nel giorno di Ognissanti del 2010. Ancora acqua in zona Marina di Massa, dove scorre nella sua parte finale il torrente Ricortola, straripato dall'argine. Oltre 100 le abitazioni che  rimarranno ancora vuote, ma non risultano episodi di sciacallaggio.Continuano le operazioni di soccorso della Protezione civile regionale in provincia di Massa Carrara dopo esondazioni e allagamenti dei giorni scorsi. Per far fronte al numero ingente di interventi necessari di pompaggio dell’acqua e del fango sia da interi quartieri che da singole case sono arrivate idrovore anche dall’Emilia-Romagna e dalla Liguria. Sono in azione sia idrovore grandi per superfici estese che pompe più piccole per operazioni di svuotamento e ripulitura delle singole unità abitative, insieme a molte pale per gli interventi manuali. Su questo fronte si sta rafforzando la presenza di squadre di volontari forniti di pale, secchi e bob-cat (piccole ruspe). Ai 70 volontari già sul posto se ne stanno aggiungendo un’altra trentina.

Gli angeli del fango. Sono tornati a Romagnano gli angeli del fango. In mattinata un altro centinaio di di ragazzi, favoriti dalla chiusura delle scuole decisa dal sindaco Roberto Pucci, si sono trovati sotto il Comune e armati di pala, stivali di gomma e secchi si sono rimessi a spalare gli scantinati delle villette inondate dall’acqua straripata dal Cocombola sabato notte. Ma per tornare alla normalità occorreranno giorni e giorni, visto che i vigili del fuoco hanno una lista di interventi che supera le seicento richieste. Finora ne hanno smaltite quasi centocinquanta, ma i fossi restano gonfi e quindi non si sa più dove versare la melma che viene aspirata.

Angeli... ma senza casa. Angeli del fango tra gli stessi alluvionati: è la storia di un gruppo di cittadini senegalesi, diventati volontari per il Comune di Massa, nonostante anche la loro abitazione sia stata sommersa dall' acqua e dal fango. Nove giovani senegalesi, residenti in via Silcia, una strada tuttora allagata e dove si transita solo tramite canotti e pattini, sono tra i più operativi degli angeli del fango contattati dal comune di Massa per aiutare le persone in difficoltà del territorio. Davanti alla loro casa allagata spuntano i manubri di tre
biciclette sommerse. «Erano i nostri unici mezzi di spostamento - dicono - poi avevamo una sola auto, anche quella allagata, che utilizzavamo a turno». 

Il pattino fai da te. E' ancora attivo nell'entroterra di Massa il pattino prestato ai residenti da uno stabilimento balneare perchè possano raggiungere le loro case allagate da acqua e fango. Gli abitanti di via Silcia stanno usando il pattino fin dalle prime ore dell'emergenza cercando di salvare oggetti, beni di prima necessità, vestiario e mobili. La strada, molto lunga e adiacente al torrente Ricortola straripato dagli argini domenica notte, è sempre allagata, sembra un canale, e non è percorribile dai veicoli. Le idrovore sono in funzione ma ancora è tanta l'acqua da restituire ai torrenti e ai fossi.

Travolta dal fango: salvata dalla finestra. Ha 92 anni, stava dormendo nella sua stanza, ha sentito un boato, visto le mattonelle spaccarsi ed entrare terra e acqua. L'hanno salvata i
vigili del fuoco facendola uscire dalla finestra. E' successo ad Alteta, frazione di Massa. Adesso c'è un buco nella sua stanza e l'anziana si è trasferita presso conoscenti.

Blocchi di marmo come argine. Carrara "tappato" con il suo marmo la falla del fiume Parmignola,straripato domenica notte causando anche il crollo del Muraglione, la possente fortificazione tedesca della Seconda guerra mondiale che segnava l'inizio della Linea Gotica e che successivamente, per decenni, ha fatto da baluardo alle acque del corso d'acqua. Pesanti blocchi di marmo sono stati posizionati lungo il Parmignola facendo da nuovo argine al fiume. Il marmo copre un fronte di una cinquantina di metri in prossimità del Muraglione, che lungo 1,2 km è andato quasi tutto giù domenica notte. L'allagamento causato dall'esondazione del Parmignola, ancora non risolto, sta interessando la zona di Marina di Carrara e Battilana, dal lato di Carrara, e la zona di Marinella di Sarzana (La Spezia), dalla parte ligure.

Riaprono le scuole. Il Comune di Carrara ha comunicato nel tardo pomeriggio che le scuole, rimaste chiuse per due giorni, riapriranno mercoledì mattina.

Evacuati/sfollati. Sono circa venti gli abitanti di Massa ad ora sistemati in strutture alberghiere e al capannone di Marmo macchine, insieme ad una altra ventina di abitanti di Carrara. Manca invece una dato esatto sul numero di persone evacuate che hanno trovato ospitalità presso amici e parenti. Ad Aulla si registrano 5 famiglie evacuate e due famiglie isolate nella frazione di Bigliolo. A Fivizzano ci sono 4 famiglie isolate e in località Castello dell’Aquila è isolato un agriturismo.

aColdiretti: è un disastro. Cavoli, finocchi, cipolline, patate, radicchio: secondo Coldiretti è tutto da buttare. Non si è salvato niente. Nemmeno i vasetti di fragole, migliaia, che erano stati sistemati solo alcuni giorni fa. Ora sono sparsi qua e la per decine di metri. Poco distante c’è quello che resta dei potenti trattori e dei mezzi che non ruggiranno più: sono annegati sotto quasi un metro e mezzo di fango tra la notte di sabato e domenica. L’acqua, mista alla sabbia portata dal fiume in piena, ha trascinato dentro le serre, nei 6 mila metri dell’azienda agricola Alessandro Lombardi, in località Molino a Pallerone, tonnellate di fango insieme a sterpaglie, rami, radici, pezzi di legno e lamiera. Una parte di quel raccolto, gli ortaggi autunnali che non mancano mai sulle nostre tavole, era pronto per il mercato. Non ci arriveranno mai. Il danno, solo in termini di raccolto mancato e perso, è di decine di migliaia di euro. Secondo Coldiretti che sta continuando a monitorare e seguire tutte le situazioni sul territorio, i danni superano i 10 milioni di euro, ma è solo una stima ancora provvisoria, mentre sono centinaia le imprese agricole sott’acqua, in emergenza,gravemente danneggiate tra Massa, Carrara e la Lunigiana. La situazione più critica nelle colline del Candia Doc dove si contano tra i vitigni, in particolare nel versante massese, centinaia tra frane e smottamenti, numerose cantine allagate, produzioni completamente andare perse e danneggiamenti a macchinari ed attrezzature. I settori più colpiti, insieme al vitivinicolo, sono l’orticoltura, il florovivaismo e la zootecnia che rappresentano l’ossatura del comparto primario a livello provinciale. Decine di migliaia di piante, in particolare stelle di Natale, pansè, primule sono state ricoperte da decine di centimetri di pioggia. a

Carrara: si estende il divieto sull'acqua potabile. Fra le misure prese a Carrara il divieto di bere acqua potabile se prima non bollita e la chiusura del transito verso le cave di mermo. Divieto che ora riguarda anche il paese di Sorgnano.

Donna salvata con una teleferica. Una teleferica di cinquanta metri è stata approntata dagli uomini del soccorso alpino e speleologico Sast di Carrara-Lunigiana, per riuscire a prelevare dalla sua abitazione una signora, che si trovava impossibilitata ad uscire dopo che il canale Mortarola ha di fatto fatto saltare gran parte di via Carriona di Colonnata, alle Canalie. L’accesso a valle, dal cosiddetto Ponte di Ferro, è impossibile. Intorno alle 15,30 sono iniziate le manovre, passando da sopra, dal curvone della trattoria Ometto a Bedizzano per poi scendere e raggiungere la casa della signora Giacomina, che era unita alla carreggiata da un ponticello travolto dalla furia delle acque. La signora, che ha problemi di mobilità, era a rischio: ci fosse stato un peggioramento delle sue condizioni di salute (ha 81 anni), con il buio sarebbe stato impossibile metterla in salvo, così senza fondo stradale. Un’opera decisamente impegnativa, quella messa in opera da Claudio Giannoni, responsabile Sast Carrara-Lunigiana, con una squadra di quattordici volontari, e con l’ausilio del servizio 118 e di un medico. La signora Giacomina  è stata poi portata all’ospedale di Carrara.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa