Il dolore
Vendola: stop alle leggi razziste
Oltre 500 al comizio del leader di Sel che fa salire sul palco gli immigrati
MASSA. Folla e applausi per Nichi Vendola ieri in città. Almeno 500 persone si sono accalcate sotto il palco allestito nel loggiato del municipio (il comizio, inzialmente previsto in piazza Mercurio, è stato spostato al coperto per paura della pioggia) per ascoltare il candidato alle primarie del centrosinistra impegnato in un intenso tour in Toscana. E Nichi Vendola non ha deluso il suo “popolo”, accendendo la platea con un discorso “di sinistra” in cui non ha risparmiato critiche allo stesso Bersani: «La modifica all’articolo 18 che prevede l’indennizzo e non il reintegro per i lavoratori licenziati senza giusta causa, approvata anche dal Pd, è un piccolo capolavoro di berlusconismo: l’affermazione del principio che tutto si può comprare».
Prima di parlare, lascia salire sul palco Lamin Diouf, coordinatore regionale migranti Toscana nord che gli chiede un impegno sul voto agli immigrati. Vendola era stato avvertito che un gruppo di militanti, tra cui anche migranti, avevano manifestato contro l'apertura della sede di Casapound, che un portavoce avrebbe voluto incontrarlo per garantirsi una parola ufficiale contro il razzismo e per i diritti degli immigrati. Vendola è salito sul palco ma ha subito invitato Lamin a raggiungerlo. Al coordinatore regionale migranti, Vendola ha risposto che il voto agli immigrati per lui e il suo partito è sempre stata una priorità e lo sarà anche in futuro. «Dobbiamo semplicemente cancellare – ha detto tra l’altro –la legislazione razzista italiana, costruita dalla Bossi-Fini in poi; non è tollerabile che si continui a fare come i nazisti che legavano la cittadinanza alla stirpe e non alla terra in cui si vive».
A margine del comizio, infine, una battuta sulla politica locale: «Mi chiedete conto del perchè qui a Massa Sel non si è pronunciato al favore delle primarie locali. Beh, vi rispondo che io sono il leader, non il boss di Sinistra ecologia e libertà. I dirigenti locali avranno buonissime ragioni per fare ciò che fanno e io non ho alcuna intenzione di interferire con le loro scelte».(c.f.)
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