La manifestazione
«Seconde case? No, grazie»
Il governatore Rossi ai lavori del Pd: «Serve un salto di qualità nella pubblica amministrazione»
MASSA. Dalle Asl, alle Province ai Comuni: zero speranze di lavoro, nei prossimi anni, nella pubblica amministrazione. Ammette di essere un po’ «brutale» Enrico Rossi, governatore della Toscana, nel suo intervento alla conferenza programmatica del Pd, nella sala dell’ex Bic di via Dorsale. Brutale ma chiaro. «Per la sanità avremo 550milioni in meno dei 6,8 miliardi di spesa complessiva. E siamo al punto, cosa che non avrei mai creduto tre anni fa, di parlare con il sindacato di assistenza mutualistica per la diagnostica ad esempio»
Rossi è fiducioso invece per la vertenza Nca, parla di prospettive per Eaton, si dice perplesso sulle difficoltà poste localmente nel rapporto con la General Electric, rinnova l’impegno della Regione per il microcredito e per le agevolazioni alle imprese.
«Ma su questo chiederemo agli enti locali di dare risposte celeri, entro 45 giorni. Non si può ripetere quanto successo, ad esempio con la Ikea a Pisa: 8 anni per fare un investimento ». Insomma si invoca «un salto di qualità nell’efficienza, nelle risposte della pubblica amministrazione». La disamina di Rossi è di largo respiro ma è chiaro che qui si cerca di cogliere segnali anche per le vicende di casa nostra.
E Rossi si dice «colpito» dalla relazione del segretario Cesare Ugolotti per come si affrontano i temi dello sviluppo, del rigore rispetto all’evasione e alla politica delle entrate. Sul turismo, per esempio, Rossi boccia la politica delle seconde case e ritiene vincente la tutela del paesaggio. E guardando alla nostra Provincia il governatore si dice soddisfatto di quanto fatto per la Lunigiana colpita dall’alluvione.
Tornando a Massa, Rossi crede che il Pd abbia le carte in regola per tornare al governo della città. Ne è ovviamente convinto il segretario Ugolotti, che ha ribadito la necessità per il centrosinistra di trovare, ad un tavolo comune, la compattezza su un programma per andare poi individuare il nome del sindaco e una squadra di governo forte.
Le primarie restano dunque strumento e non, sintetizziamo, una sorta di scorciatoia. Numerosi e apprezzati gli interventi che hanno messo a fuoco il lavoro delle commissioni sui singoli temi del programma. Ha parlato anche Larà Venè, assessore provinciale, che si è detta pronta a candidarsi per le primarie.
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