Il dolore
Successo al salone del gusto per la “pontremolese”
Nello stand della Regione è stato presentato il progetto di recupero e valorizzazione del bovino autoctono
La partecipazione al Salone del Gusto di Torino di fine ottobre ha rappresentato un altro importante passaggio nell'ambizioso progetto di salvaguardia della “razza pontremolese” su cui Comunità Montana prima ed Unione di Comuni Montana Lunigiana, successivamente, hanno lavorato con grande impegno.
Il Vicepresidente dell'Unione di Comuni Montana Lunigiana con delega all'agricoltura Enzo Valerio ha presentato - nello stand della Regione Toscana - il progetto di recupero e valorizzazione del bovino di razza pontremolese alla stampa ed al numeroso pubblico. Le carni lunigianesi sono state affiancato in degustazione ad altri prodotti tipici toscani quali i salumi di suino macchiaiola maremmana, la cinta senese, l'ovino pomarancina ed ai formaggi di pecora nera di arbus e garfagnina bianca.
La carne battuta di manzo “pontremolese” in abbinamento con le cipolle di Treschietto ha potuto così riscuotere un vero successo! La stampa specialistica di settore ed il numeroso pubblico hanno decretato, infatti, un forte gradimento della proposta preparata dallo chef Rolando Paganini, insegnante presso l'Istituto Alberghiero di Bagnone.
Ulteriore elemento di soddisfazione e di promozione del territorio il fatto che ad accompagnare il piatto a base di carne ci fossero vini pontremolesi con il vitigno autoctono Pollera delle aziende agricole di Benelli e Ruschi Noceti.
“Abbiamo messo un altro tassello nella strategia di recupero della razza – ha commentato l'assessore Valerio – perché trovare sbocchi commerciali interessanti per l' azienda allevatrice di questo capo permette di disinnescare il pericolo di estinzione del bovino pontremolese.”
“D'altro canto – aggiunge Cesare Leri, Presidente dell'Unione - una delle voci in attivo del sistema economico-produttivo lunigianese è proprio quella del turismo eno-gastronomico: prodotti agricoli di qualità, tipici e tradizionali legati alla tradizione e cultura locali rendono unica la nostra cucina locale. La formazione di cuochi che coniughino la tecnica culinaria con il sapere tradizionale oltre a migliorare le opportunità di impiego degli studenti, dunque, salvaguarda l'offerta e tutela il consumatore. Salutiamo molto positivamente quindi la collaborazione avviata con l'alberghiero”.
L'intervento sulla razza pontremolese è stato reso possibile grazie anche al progetto transfrontaliero VAGAL (valorizzazione genotipi animali autoctoni) che mira alla caratterizzazione ed alla valorizzazione dei territori rurali e delle risorse economiche nelle aree della Toscana, Sardegna e Corsica attraverso azioni innovative che qualificano le produzioni locali della zootecnia toscana legate alle biodiversità animale autoctone.
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