Trasporti
Seconde case, Imu al top in 4 Comuni
Ultima rata di dicembre: stangata ad Aulla, Fivizzano, Fosdinovo e Mulazzo, light a Casola, Comano, Tresana e Zeri
PONTREMOLI. Come indigesto antipasto, in attesa delle festività natalizie, gli italiani si troveranno la terza rata della famigerata Imu. È rimasto infatti confermato al 17 dicembre, come ha annunciato il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, il termine per il pagamento dell’ultima rata bocciando la richiesta di un rinvio al 31 dicembre avanzata dal Caf (Centri di assistenza fiscale) perché molti Comuni hanno stabilito solo all’ultimo minuto (la scadenza era il 31 ottobre) l’aliquota di loro competenza, lasciando così ai contribuenti pochi giorni per pagare.
Sulle spalle dei cittadini si prospettano impegni economici notevoli specialmente per quanto concerne la seconda casa. La Confedilizia ha calcolato (prendendo come riferimenti i Comuni capoluoghi di Regione ed un’abitazione nella media) che si avranno aumenti sostanziali rispetto alla vecchia Ici che variano da un minimo del +74% dell’Aquila fino al +207% di Milano (a Firenze, l’aumento è stato stimato in 142%). Incrementi dovuti anche al fatto che i Comuni, in 13 casi su 20, hanno applicata l’aliquota massima dell’1,06% (la base del governo è di 0,76% mentre per la prima casa è dello 0,4%).
In Lunigiana, zona di migrazione, spesso le seconde case rappresentano un modo per mantenere un legame fisico con la propria terra d’origine. Intanto risalta la scelta di quattro comuni (Casola, Comano, Tresana e Zeri) di applicare l’aliquota minima sia per la prima che per la seconda abitazione. Decisione in parte favorita dall’esiguità delle abitazioni e dal fatto che non si avrebbero per le casse comunali entrate importanti, ma che comunque rappresenta una scelta decisamente controcorrente.
Ma nel complesso si evidenzia come si sia cercato di evitare di calcare troppo la mano sulla prima casa; nove amministrazioni hanno deciso di lasciare la tariffa minima e nessuno dei 14 comuni lunigianesi si è avvicinato all’aliquota massima dello 0,6% (aliquota più alta sulla prima casa a Fosdinovo con lo 0,5%).
Per lo più si è preferito andare ad intervenire sull’aliquota della seconda casa, in alcuni casi anche in maniera stringente. Sono quattro i Comuni che per la seconda abitazione hanno applicato la tariffa massima dell’1,06% (Aulla, Fivizzano, Fosdinovo e Mulazzo), sopra il punto percentuale si segnala Licciana (1,04%) e sotto c’è Villafranca (0,98%) e Podenzana (0,92%). Dati che segnalano una filosofia di fondo nella gestione dell’Imu da parte dei Comuni lunigianesi: in prima istanza andare ad intervenire sulle aliquote delle seconde abitazione e solo in caso di ulteriore necessità aumentare la tariffa della prima casa. Mulazzo ne è un esempio lampante, massima tariffa sulla seconda casa, aliquota base per la prima abitazione. Pontremoli ha usato una logica di intervento diversa: aumento dello 0,1% sulla seconda casa, e dello 0,06% sulla prima. L’assessore al bilancio Manuel Buttini aveva messo in rilievo che Pontremoli ha tanti migranti che conservano la casa nel comune, ed un’eccessiva tassazione poteva essere controproducente inducendo anche ad abbandonare la città con conseguente ricadute economiche.
Riccardo Sordi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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