Il Tirreno

Politeama: i due crolli per il pm sono collegati

di Alessandra Vivoli
Politeama: i due crolli per il pm sono collegati

Colpo di scena: il procuratore chiede di cambiare il capo di imputazione Si allarga anche al disastro del 2011 la responsabilità di Caprice e Comune

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CARRARA. Colpo di scena nell’udienza del processo Politeama.

Il pm Alberto Dello Iacono chiede di modificare il capo di imputazione (quello relativo al crollo colposo). E, in sostanza, di allargare la responsabilità di quattro dei cinque imputati, Ugo Tolaini e Nella Paquini, Claudio Bacicalupi e Cesare Marchetti. Non più, quindi, sotto accusa solo per il cedimento strutturale del giugno 2008. Ma, secondo il procuratore, anche per il successivo crollo, avvenuto nel marzo 2011 nell’ala del palazzo di via Roma. Quell’evento per il quale proprio la settimana scorsa, a livello giudiziario, c’è stata la chiusura delle indagini, con sedici indagati. Non è coinvolta nella modifica del capo di imputazione Maria Teresa Tongiani amministratore unico e legale rappresentante della srl Politeama. Il giudice Cosimo Maria Ferri, dopo essersi ritirato per più di due ore, ha consentito la modifica dell’imputazione, considerando il crollo del 2011 non un “fatto del tutto difforme e autonomo”.

Si va verso la riunione dei due processi. Tutto è rinviato al prossimo 15 gennaio, salta invece l’udienza in calendario per il prossimo giovedì.

E il processo è stato aggiornato con altre due incognite: il pm Dello Iacono, al termine della concitata udienza ha parlato addirittura della possibilità di riunire l’attuale processo a quello che dovrebbe cominciare, i tempi sono ancora da definire visto che non è stata ancora fissata l’udienza preliminare, per i 16 indagati del crollo del 2011.

E, sempre al termine dell’udienza, uno degli avvocati di parte civile, Fabio Sommovigo, che rappresenta la parte civile Barbara Volpi, ha avanzato l’ipotesi di uno stralcio, nell’ambito del processo, per quel che riguarda il reato di truffa, i cui termini di prescrizione sono vicinissimi.

Tutte questioni su cui, ieri, il giudice Ferri, non si è pronunciato. Nella lettura dell’ordinanza ha solo ricordato che potranno essere ammessi riti alternativi, in merito alla modificazione del capo di imputazione accolta, e che quest’ultima dovrà essere notificata agli imputati coinvolti che ieri non erano presenti in aula, Ugo Tolaini e Nella Pasquini.

Colpo di scena: il pm chiede di modificare il capo di imputazione. La cronaca della mattinata in tribunale comincia come previsto. E con è l’ingegner Morello Morelli, consulente della Procura, seduto sul banco dei testimoni, per sottoporsi al contro interrogatorio da parte dei legali della difesa.

Poco dopo le 9 e 30 l’udienza entra nel vico. Ma con una premessa del pm Dello Iacono.

«Dall’istruttoria dibattimentale, seppure parziale, il capo di imputazione relativo al crollo colposo risulta in termini diversi da quelli originariamente contestati- dice - In sostanza il dissesto del giugno 2008 fu tale da determinare il crollo dei quattro solai nella parte adiacente al corpo centrale dell’edificio. Il reato deve essere modificato in termini di “fatto diverso”, per garantire un approfondimento della vicenda a 360 gradi».

Insomma il capo di imputazione (al capo A) resta quello: crollo colposo. Ciò che risulta diverso è l’elemento crollo. Che viene esteso per «condotte colpose concorrenti con altri soggetti su cui pende altro procedimento».

Una vera e propria bomba. Che cambia il corso dell’udienza. E rimette tutto nelle mani del giudice Ferri.

Il giudice riflette a lungo e poi, nella sua ordinanza, accoglie la modifica al capo di imputazione richiesta dal pubblico ministero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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