Toscana
L’avvocato Barsotti punta il dito: responsabilità anche di chi ha sequestrato l’immobile
CARRARA. L’avvocato Paolo Barsotti (nella foto) è uno dei protagonisti nel nutrito parterre dei legali del processo Politeama (difende il dirigente del settore Urbanistica del Comune Claudio...
CARRARA. L’avvocato Paolo Barsotti (nella foto) è uno dei protagonisti nel nutrito parterre dei legali del processo Politeama (difende il dirigente del settore Urbanistica del Comune Claudio Bacicalupi) usa una frase latina, per chiamare in causa, nella complessa vicenda dei crolli dello storico edificio di piazza Matteotti, anche la Procura stessa.
«Res perit domino»: ha esordito l’avvocato Barsotti dopo aver ascoltato la richiesta di modifica di imputazione avanzata dal procuratore Dello Iacono. «E io aggiungerei et custode».
In sostanza il legale ha utilizzato la locuzione latina, “La cosa muore in mano al padrone”, allargandola al “custode” per sottolineare come il secondo crollo del Politeama sia avvenuto proprio mentre ilo palazzo era sotto sequestro da tre anni : «Un sequestro ordinato da parte della Procura stessa - ha aggiunto l’avvocato Barsotti - e durante il quale è avvenuto il crollo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
