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Concreto pericolo per l’incolumità

Concreto pericolo per l’incolumità

CARRARA. Ecco la «contestazione capo A reato diverso» a carico di Pasquini, Tolaini, Bacicalupi Marchetti presnetata dal pm Dello Iacono. «Perché, per colpa consistita in negligenza imprudenza e...

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CARRARA. Ecco la «contestazione capo A reato diverso» a carico di Pasquini, Tolaini, Bacicalupi Marchetti presnetata dal pm Dello Iacono.

«Perché, per colpa consistita in negligenza imprudenza e imperizia e per inosservanza della normativa in materia cagionavano il crollo parziale dell'edificio storico monumentale denominato teatro Politeama Verdi caratterizzato da una struttura a telaio su più piani realizzata in muratura con esili pilastri che sostengono archi e volte collegati da catene metalliche in modo da compensare le spinte laterali, con conseguente pericolo per la pubblica incolumità. In particolare, con le seguenti condotte colpose, concorrenti con altre condotte colpose poste in essere da altri soggetti nei cui confronti pende il separato procedimento n. 3052/1 2».

E nel dettaglio: «Pasquini e Tolaini, la prima quale legale rappresentante e presidente del consiglio di amministrazione ed il secondo quale amministratore difatto della s.r.l. Caprice entrambi dal 30.7.2002 società proprietaria e committente dei lavori relativi alla sopraelevazione della parte centrale dell'edificio eseguiti tra il 1993 ed il 1994 in difformità alla concessione edilizia n. 32 del 1989, e realizzati mediante la sostituzione dell'originario tetto a volte con un più pesante e complesso telaio in cemento armato ed il contestuale l'appesantimento dei solai a volte sottostanti mediante la sostituzione dei riempimenti in terra con getti in cemento armato, nonché società committente dei lavori eseguiti in epoca prossima al 2000 nel piano quarto dell'ala sinistra dell'edficio posta ad angolo con Via Roma e relativi alla demolizione del solaio/soffitto ad archi a volte con rimozione delle relative catene di collegamento e sostituzione di esso con un solaio in latero-cemento sostenuto da travi in acciaio. Con negligenza imprudenza ed imperizia omettevano di eseguire i dovuti interventi di collaudo statico e di adeguamento sismico e le necessarie accurate verifiche tecniche circa la staticità della struttura portante dell'edificio così come richiesto reiteratamente dal settore Opere Pubbliche del Comune».

Per quel che riguarda le posizioni di Bacicalupi e Marchetti: «Marchetti con negligenza imprudenza ed imperizia eseguiva una sommaria istruttoria ed affermava che era impossibile ripristinarello stato dei luoghi in quanto la demolizione delle suddette opere avrebbe potuto compromettere la statica della restante parte dell'edificio e che il mantenimento delle stesse non avrebbe comportato pregiudizio per il fabbricato, e Bacicalupi con conseguente determina per negligenza imprudenza ed imperizia dichiarava l'indemolibiità delle medesime opere abusive omettendo, altresì, di accertare preventivamente l'esistenza del collaudo statico e della certificazione di conformità sismica delle stesse; così contribuendo al protrarsi dell'incremento dei carichi verticali sui pilastri in muratura della parte centrale dell'edificio dovuti alla sostituzione dell'originario tetto della parte centrale con altro più pesante ed all'appesantimento dei sottostanti solai. Nonché al protrarsi delle spinte laterali sul corpo centrale dovute alla sostituzione dell'originario solaio/soffitto del piano quarto dell'ala sinistra dell'edificio posta ad angolo con Via Roma, cagionando in tal modo il crollo parziale del fabbricato, in quanto i suddetti incrementi di carichi verticali e spinte laterali determinavano il collasso di alcuni pilastri portanti posti a! piano terra del corpo centrale dell'edificio ed il conseguente crollo, nella parte laterale sinistra (lato via Roma) adiacente al corpo centrale, delle volte a copertura del piano terra del primo del secondo e del terzo piano, così compromettendo le restanti strutture essenziali dei complesso fabbricato e determinando un concreto pericolo per la pubblica incolumità. In Carrara nel marzo 2011».

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