Italia
Via i geotubi, arrivano le scogliere
La Regione approva la variante, serve un milione in più. I balneari: «Pronti a contribuire per il ripascimento della sabbia»
MASSA. La Regione Toscana dice ok alla variante del progetto antierosione per la costa di Massa: costerà circa 1 milione di euro in più (14 milioni compresi di Iva è il costo iniziale) e prevederà la sostituzione dei geotubi con setti di altro materiale,forse scogliere, nel tratto da sempre più soggetto all'erosione, quello a sud del Magliano. Una variante che oggi si dimostra necessaria, visto che il progetto iniziale su quel tratto di costa, Magliano-Poveromo, ha fallito miseramente, come ammesso anche ieri sera in diretta tv a Logos, su Antenna3, dal presidente della provincia Osvaldo Angeli e dal dirigente del settore difesa del suolo e lavori pubblici Stefano Michela.
Nuovo progetto da 1 milione di euro. La variante al progetto iniziale segue una linea precisa, approvata da Regione e Provincia.
Tecnicamente le parti devono ancora stabilire cosa fare, ma l'idea di fondo è quella di sostituire otto setti realizzati in geotubo, con altrettanti setti realizzati in materiale più resistente. Potrebbe trattarsi di massi o scogliere vere e proprie. Un intervento da effettuare nell'arco di un chilometro e mezzo di costa dove, in tre anni di lavori, sono stati distrutti otto stabilimenti balneari. Secondo l'ingegner Michela sarebbe comunque ingiusto dire che sono stati sprecati 8 milioni di euro, ovvero i soldi spesi fino ad oggi per i lavori di costa, ma soltanto, si fa per dire, 3-4 milioni, ovvero i soldi serviti sia per impiantare i geotubi, risultati poi inefficaci, fragili e non adatti a quel tipo di costa e di mareggiata, sia per ripascimentare di anno in anno il tratto di costa eroso.
I contenziosi con la ditta. La variante del progetto verrà seguita esclusivamente dai tecnici della provincia, senza nessuna consulenza esterna. A realizzarlo sarà l'Ati fra Doronzo Infrastrutture, Lungarini Srl e Prama Srl, la stessa ditta a cui furono appaltati i lavori nel 2009, nonostante la provincia abbia aperto nei suoi confronti due contenziosi: il primo sul ritardo nell'esecuzione dei lavori (avrebbero dovuto terminare in 480 giorni naturali e consecutivi, mare permettendo), il secondo sulla qualità dei lavori eseguiti. La ditta dovrà giustificarsi su entrambi i fronti, intanto però, dice Michela, «non viene pagata da un anno».
La controversia dovrà essere risolta da un collegio arbitrale e potrebbe concludersi con la rescissione del contratto, ma la provincia spera di arrivare ad una risoluzione con la ditta, per evitare di dover emanare un altro bando e perdere ulteriore tempo.
I tempi. Il presidente della provincia Osvaldo Angeli spera che entro fine anno l'ente possa avere in mano il progetto della variante e aver risolto il contenzioso con la ditta. Nei primi mesi del 2013 dovrebbero iniziare i lavori di sostituzione degli otto geotubi, in tempo per la prossima stagione estiva. I balneari, Maurizio Ragaglini, presidente di Riviera Apuana e Stefano Gazzoli, presidente del consorzio Riviera Toscana, auspicano che i lavori terminino molto prima, entro pochi mesi, per verificare che le barriere reggano e che il ripascimento sia efficace.
Perché la provincia non ha agito prima. Si poteva evitare di arrivare al 2013 senza aver risolto il problema? La provincia poteva accorgersi prima che qualcosa nei lavori antierosione non stava funzionando e che la ditta non stava lavorando come doveva? È stato chiesto questo sempre in diretta tv al presidente Angeli e all'ingegner Michela che hanno risposto senza nascondere le loro responsabilità politiche e tecniche.
«Avevamo bisogno di tutte le carte in mano che rappresentassero il quadro della situazione- spiega Michela- ; un anno fa non avremmo potuto interrompere i lavori, né accusare la ditta di alcun che. Due anni fa non potevamo ancora dedurre che il problema stava nei geotubi e non nelle forti mareggiate. Oggi abbiamo in mano delle prove e riusciamo a dimostrare che i risultati dei lavori non sono soddisfacenti».
«La provincia non ha mai difeso la ditta appaltatrice- dichiara Angeli- ; questa accusa non l'accetto. Noi siamo sempre stati dalla parte dei balneari e dei cittadini. Certamente abbiamo provato a salvare il salvabile fino alla fine, affidandoci anche ai tecnici e agli esperti».
Se funziona, la sabbia la paghiamo noi. Durante la trasmissione i balneari di Riviera Apuana hanno lanciato la loro proposta e offerta alla provincia, con la quale sperano di tornare a collaborare.
«Se i lavori di questa variante saranno efficaci- spiega Gazzoli- se vediamo che la costa è al sicuro e che riesce a reggere gli interventi di ripascimento, senza che la prima mareggiata se li porti via, noi siamo disposti a pagare di tasca nostra la sabbia che ci vorrà per la manutenzione dell'arenile. Gli interventi di ripascimento che serviranno nel corso degli anni per mantenere la nostra costa sana li pagheremo noi».
Un nuovo studio. Ma il progetto sulla costa di Massa Carrara non si ferma alla variante della zona a sud del Magliano. Ci saranno altri numerosi interventi da fare e per questo la regione Toscana ha deciso di investire altri soldi in un nuovo studio che riguarderà tutta la costa e che finanzierà interamente per capire cos'altro serve al territorio per arginare il più possibile il fenomeno dell'erosione.
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