Il dolore
Nca, si ritira il gruppo Antonini-Corsi Restano 2 pretendenti
Ocean conferma: «Assunzione dei 150 lavoratori» In corsa anche l’Admiral Tecnomar del genero di Giugiaro
CARRARA. Ora è ufficiale: la cordata apuana Antonini-Corsi rinuncia alla corsa per acquisire il cantiere navale Nca, alle condizioni poste da Invitalia.
«Non è che il cantiere non interessi più al gruppo, anzi – spiega il dottor Giulio Andreani, consulente della cordata imprenditoriale – ma la domanda non è stata ripresentata. Le condizioni poste da Invitalia rendono l’acquisizione un’operazione fallimentare rispetto agli oneri non compatibili con il piano industriale che aveva presentato la cordata».
Gli elementi che hanno indotto Antonini-Corsi a ritirarsi, sono diversi e Andreani li elenca: «Personale sovrabbondante, anche per le funzioni che, secondo il piano (che prevede 120 assunzioni su 150 lavoratori attuali), in parte non occorrono. Il costo del lavoro di Nca è più elevato del costo del gruppo. Le concessioni che Intivalia ha stabilito in 4 anni, sono troppo brevi per l’investimento che c’è da fare».
Si tratta delle concessioni che Nca deve avere dalla Port Authority per l’area. Il gruppo Antonini-Corsi chiedeva concessioni per venti anni, ritenuti congrui ad ammortizzare l’investimento. «Ma che Invitalia prevedeva solo 4 anni, e poi la richiesta di rinnovo, lo abbiamo appreso solo il 31 ottobre scorso».
Insomma, troppe incertezze, che hanno fatto ritenere, a quelle condizioni, «imprudente» l’eventuale investimento.
«Le 120 assunzioni – sottolinea Andreani – erano reali. Ora invece, il gruppo esce dalla partita».
A ieri sera alle 20 (termine ultimo dato da Invitalia ai pretendenti, per presentare i piani industriali con le offerte definitive) non si avevano notizie ufficiali da Admiral Tecnomar, ma avrebbe presentato l’offerta definitiva.
Conferme per quanto riguarda Ocean. Maurizio Cei spiega che è stato confermato il piano già ufficiosamente annunciato. «Assumiamo tutti i 150 lavoratori Nca, che in parte saranno in cassa integrazione mentre una parte potrà lavorare subito da gennaio prossimo nell’attività di refitting. Poi daremo corso all’investimento da 25 milioni per la ristrutturazione dell’area del cantiere, che occuperà parte dell’organico. Il nostro piano prevede servizi ai client, abbiamo già detto che non faremo più la foresteria ma convenzioni con alberghi della zona, per la copertura di diecimila notti. La parte commerciale ci è necessaria, sempre per la clientela». Quindi conferma la previsione di un centro servizi, ristorazione e bar. «Sono comunque solo 5mila metri quadrati sul totale di settantamila».
Invitalia intende dare risposte entro il 26 novembre.
Cinzia Carpita
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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