Il dolore
Marmo, otto ore di sciopero generale
Si inasprisce la vertenza sull’integrativo, stamani presidio davanti ad Assindustria e blocco totale del comparto lapideo
CARRARA. Dopo una sola giornata di tregua, con il rientro al lavoro ieri degli operatori del lapideo, i sindacati di categoria hanno convocato per oggi in modo unitario una nuova mobilitazione, con tanto di presidio davanti alla sede dell’Associazione industriali. Ancora otto ore di sciopero di tutto il comparto e presidio davanti all’Associazione industriali di Massa-Carrara alle 9: i sindacati di categoria del lapideo, Fillea, Filca e Feneal hanno deciso ieri mattina di non deporre l’ascia di guerra e di continuare a combattere per una correzione, al rialzo, del contratto integrativo provinciale. «Dopo due giornate di sciopero, non avendo ricevuto nessuna convocazione da parte degli industriali per proseguire le trattative, proclamiamo 8 ore di sciopero generale», si legge nel volantino di Fillea, Filca e Feneal, che è stato distribuito a tutti i lavoratori di “cave, laboratori e segherie”.
A seguito del blocco delle attività al monte, lunedì, e dell’agitazione martedì dei lavoratori del piano, che ha registrato un’adesione superiore alle aspettative, dopo una tregua di sole 24 ore, ecco la nuova agitazione: oggi, per otto ore, si fermeranno tutti i lavoratori del comparto che sono stati invitati a partecipare al presidio davanti alla sede di Assindustria, dalle 9 della mattina.
Obiettivo, riportare gli imprenditori del marmo al tavolo della trattativa e convincerli che è necessario rivedere, al rialzo, le buste paga dei loro dipendenti, in una correzione che interessa circa 2 mila lavoratori: l’idea, su cui peraltro era già partito il confronto con Assindusria, è quella di introdurre un premio di presenza; il problema, spiegano le parti in causa, è la quantificazione di questo premio, perché le cifre ipotizzate da sindacati e industriali sono talmente distanti, da aver fatto naufragare l’intera trattativa. Secondo alcuni rumors, non confermati, i sindacati proporrebbero fra i cinque e i sei euro al giorno, gli imprenditori non vorrebbero muoversi dai due-tre. Ma sono cifre puramente indicative.
E alla vigilia della nuova agitazione, i toni si fanno più caldi: «Il problema è prettamente economico, in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, gli industriali devono capire che è necessario dare ai lavoratori più soldi di quelli che ci offrono» ha dichiarato Roberto Venturini, segretario provinciale della Fillea Cgil. «Prendiamo atto dell’ostinazione dei sindacati - ha replicato a distanza, il direttore di Assindustria Andrea Balestri, annunciando che la sua associazione - valuterà la situazione domani pomeriggio, giovedì, nel corso di un incontro già programmato da tempo che non è stato certo convocato in risposta alla mobilitazione dei lavoratori. Non stiamo giocando a ping-pong», ha tagliato corto il direttore di Assindustria. Come detto, dopo che le prime due giornate erano state alternate (lunedì le cave, martedì il piano (laboratori, segherie, depositi), oggi lo sciopero punta a blcocare tutto il comparto, dal monte al piano. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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