Italia
«Chapeau, Fabio bel gesto dimettersi» ma l’Idv è sotto choc
Militanti e quadri apuani sorpresi dal gesto di Evangelisti Il coordinatore: siamo nella tempesta. E il web è con lui
MASSA. Se prima eravamo in mezzo al mare mosso, adesso siamo in piena tempesta». Galeano Fruzzetti, coordinatore provinciale dell’Idv sintetizza così lo stato d’animo dell’Idv all’annuncio delle dimissioni di Fabio Evangelisti. Una decisione inaspettata per quadri e militanti apuani, un vero choc per molti di loro. Evangelisti era ieri introvabile per tutti: impegnato a Roma in una riunione fiume dei gruppi parlamentari, non rispondeva al telefonino. «Ci apettavamo un suo gesto, una presa di posizione forte sulla questione delle alleanze e del futuro del partito, ma non certo le dimissioni», dice ancora Fruzzetti.
Le dimissioni, invece, Evangelisti le ha annunciate ieri mattina con un post su Facebook che ha lasciato tutti di stucco. Anche perchè nell’assemblea dei quadri regionali del partito che si era svolta martedì sera a Firenze – a cui il deputato e segretario regionale ha partecipato pur senza prendere la parola), non è emerso alcun segnale: una polemica, un attacco, una fronda che facesse presagire tutto questo. «Beh, nell’Idv è in atto uno scontro molto duro tra chi punta a un’alleanza con il centrosinistra, tra i quali mi pare ci sia anche Fabio; e chi punta a un soggetto nuovo. Anche se Evangelisti, qui a Carrara, ha presentato una candidatura, la mia, fuori e contro le logiche di potere. Comunque, Fabio è abile, la sua scelta deve essere stata ponderata: credo che abbia fatto bene», dice Claudia Bienaimè, consigliera comunale a Carrara.
E con lei si schierano i commenti su Facebook. «Bravo Fabio», posta Antonella Deledda; «Chapeau», gli scrive Stefano Rosini, mentre Fabio Felici commenta: «Non era scontato e questo ti fa onore, ma mi sembra che in questo tuo intervento sia più il non detto di quanto espresso...». «Non ho mai avuto sintonia con il segretario regionale, ma tanto di cappello per un gesto di grande correttezza e dignità», aggiunge Roberto Nacci.
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