La manifestazione
Rossi: modello spagnolo per evitare le aste
Il governatore apre alla legge che ha aggirato la Bolkestein. Ma non è chiara la posizione del Pd
MASSA. Abbandonata del tutto (o quasi) la freddezza dei mesi passati, il presidente della Regione Enrico Rossi tende sempre più la mano ai balneari. Con un comunicato stampa, infatti, Rossi rassicura i tanti che gli hanno scritto a proposito della sua volontà di tutelare la categoria. Anticipando il proprio parere favorevole alla legge spagnola sulle coste, che nei fatti aggira la direttiva Bolkestein ed evita la messa all’asta delle spiagge.
«Solo pochi giorni fa - ricorda il presidente Rossi nella sua risposta - abbiamo consegnato al ministro Piero Gnudi una nota con alcune considerazioni e proposte che porteremo avanti in ogni sede istituzionale per salvaguardare da un lato le 30mila imprese che hanno investito nelle loro attività e che hanno prodotto numerosi posti di lavoro, e dall’altro per valorizzare il patrimonio della costa italiana, evitando ogni forma di cementificazione e snaturamento delle caratteristiche ambientali dei luoghi e delle comunità costiere».
Rossi sottolinea che al governo è stata richiesta un’azione più incisiva verso l’Unione Europea sulla norma Bolkestein, e che in particolare è stata evidenziata la necessità di favorire la continuità nella gestione degli stabilimenti, ed il loro mantenimento nelle mani della piccola proprietà. «Questa è anche la soluzione individuata dalla Spagna, una realtà per molti versi simile alla nostra - dice il governatore - dove il governo ha approvato una legge che rinnova per altri 75 anni le concessioni. Potrebbe essere questa la strada da seguire anche dall’Italia, ma d’altra parte l’impronta liberista che anima il nostro governo non ci aiuta a perseguire questo obiettivo».
«La Regione Toscana insisterà nel chiedere anche una più forte e argomentata analisi del fenomeno italiano legato alle concessioni sul demanio marittimo - aggiunge Rossi - considerando il fatto che il nostro turismo balneare rappresenta la componente più importante dell’offerta turistica nazionale. Le Regioni hanno richiesto in più occasioni, formalmente, anche al Governo attuale, di definire una regolamentazione omogenea dell’uso del territorio costiero dei beni del demanio marittimo, che lasci alle amministrazioni regionali la possibilità di individuare le modalità idonee per garantire il mantenimento e la tutela dell’ “identità” del turismo balneare italiano; la qualificazione dei servizi per la sicurezza della balneazione; la tutela e la valorizzazione dei sistemi di piccole e medie imprese della costa. Questa è la nostra posizione - è la conclusione di Rossi – e ringrazio chi ha scritto per avermi dato la possibilità di ribadirla ancora una volta. State pure certi che la Toscana farà la sua parte per contribuire a raggiungere questi obiettivi».
Rossi, insomma, la sua l’ha detta. Meno chiara è la posizione del suo partito, il Pd, sulla questione. Anche se bisogna dire che i senatori del Pd Teresa Armato, Filippo Bubbico, Manuela Granaiola, Giovanni Legnini, Vidmer Mercatali e Salvatore Tomaselli hanno inviato una lettera ai ministri Piero Gnudi e Enzo Moavero per sottolineare «la rilevanza e la gravità delle problematiche relative alle concessioni demaniali marittime», e per «sollecitare i ministri ad avviare con estrema urgenza un confronto in tal senso con la Comunità europea». Un atteggiamento che non fuga tutti i dubbi, ma che almeno evita l’opinione ormai diffusa tra i balneari che il prossimo partito di governo sia stato il motore del via libera alle aste.
MatteoTuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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