Il Tirreno

Integrativo: riprende il lavoro ma ancora rischio di scioperi

Integrativo: riprende il lavoro ma ancora rischio di scioperi

Ieri si è fermato il comparto della trasformazione al piano, i sindacati restano sul piede di guerra e attendono segnali da Assindustria per tornare al tavolo della trattativa sul contratto provinciale

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Anche la seconda giornata di sciopero nel settore lapideo della provincia è andata bene dal punto di vista sindacale: l’adesione è stata massiccia nelle segherie e laboratori per quanto riguarda le maggiori aziende, come la Campolonghi di Montignoso, la Marmi Cararra e altre in via Piave, dcove sono anche stati fatti presidi degli operai. Ed è proseguita l’opera di volantinaggio da parte di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil.

Il rinnovo del contratto integrativo provinciale che riguarda circa duemila lavoratori fra quelli delle cave e quelli del piano, ha subito una battuta di arresto, con l’interruzione delle trattativa da parte dei sindacati, nei confronti di Assindustria.

L’oggetto del contendere è la quantificazione del premio di presenza giornaliera, una “voce” nuova nella piattaforma rivendicativa, sulla cui istituzione sono d’accordo in onea di massima anche gli industriali, ma lo scontro è sulla cifra da stabilire.

I sindacati hanno avanzato una proposta, che la controparte ha ritenuto “troppo esosa”, come ha spiegato Massimo Bani che cura le relazioni sindacali e coordina la delegazione datoriale incaricata della contrattazione.

Dal canto sua il fronte sindacale, compatto, non ha accettato la controproposta della classe imprenditoriale. Una forbice, per ora, troppo aperta.

Tanto che i sindacati dopo avere interrotto la trattativa, hanno subito indetto due giornate di sciopero: la prima si è svolta con una partecipazione del 95 per cento, che ha bloccato l’attività nelle cave e coinvolto di rimbalzo per un paio di ore, anche l’autotrosporto del marmo bloccato (ma senza tensioni) alla rotatoria della via dei marmi a Miseglia bassa.

Ieri hanno scioperato i lavoratori del piano.

I sindacati hanno deciso che oggi sarà ripreso il lavoro in tutto il settore, ma confermato la loro posizione: «Se Assindustria non ci darà segnali per tornare a sederci al tavolo della trattativa, ci saranno altre iniziative di lotta».

La settimana calda non è quindi finita e potrebbe esserci un weekend di ulteriori scioperi.

La delegazione trattante, degli industriali, farà in questi giorni un giro di consultazioni fra le aziende, per capire se e quanto potrebbe essere accorciata la distanza che separa le due proposte economiche (quella imprenditoriale e quella sindacale) sul premio di risultato.

Nessuna delle due parti si sbilancia, al momento, sulle cifre proposte. E anche Fillea, Feneal e Filca mantengono il più assoluto riserbo sulla strategia relativa alla quantificazione economica della nuova indennità.

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa