Il Tirreno

Ancora mareggiata Muraglia di marmo per salvare i bagni

Ancora mareggiata Muraglia di marmo per salvare i bagni

Nuovi danni sul litorale, stavolta anche alla Partaccia Ruspe al lavoro per proteggere le struture di Ronchi

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MASSA. Tecnici e amministratori studiano come cambiare il progetto anti erosione, ma l’erosione non aspetta. I tempi della meteorologia e quelli della politica sono diversi. E la mareggiata che ha investito il litorale nel week end scorso – a una settimana esatta da quella, ben più forte, che ha distrutto il bagno Palmo Mare, mette di nuovo in ginocchio i balneari massesi. Le onde, sospinte da un forte vento di libeccio, hanno stavolta colpito duro anche alla Partaccia, superando la scogliera parallela alla linea di costa e provocando danni alle strutture. Il mare ha portaot via la terrazza del bagno Marchini; ha trascinato in acqua sdraio e altri materiali stivati per l’inverno negli stabilimenti; e ha spinto fin quasi sulla strada che costeggia le ex colonie sassi, tronchi, sterpaglie e rifiuti di ogni genere.

Sparita, di nuovo, la spiaggia nella zona fra la foce del torrente Magliano e Poveromo, con le onde che sono tornate a lambire il viale lungomare. Secondo le stime degli stessi balneari, sono almeno otto su un tratto di litorale di circa due chilometri e mezzo (Ronchi-Poveromo) i bagni a rischio cedimento per effetto della sottrazione di sabbia dalle basi delle strutture.

Ma cosa si sta facendo per fermare questo disastro? I lavori di difesa della costa restano fermi, in attesa della definizione delle varianti al progetto che i tecnici di Provincia e Regione stanno mettendo a punto. Siccome, però, l’erosione non aspetta, sono in via di adozione anche misure tampone, da tempo invocate dai titolari dei bagni. Ruspe e camion sono al lavoro per costruire una barriera di massi di marmo a protezione di cabine e servizi dei bagni più a rischio. L’intervento, iniziato proprio dal Palmo Mare sta proseguendo verso sud, davanti agli stabilimenti Rina e Roma. La scogliera, ovviamente provvisoria, avrà lo scopo di evitare che, alla prossima mareggiata, le onde portino via le strutture in legno e muratura già minacciate o danneggiate dalla precedente ondata di maltempo.

Diventa così quasi secondario un altro problema provocato dalla mareggiata: il “lavarone”, cioè la grande massa di tronchi d’albero, rami, vegetazione , plastiche e “relitti” di vario tipo che, trascinati in mare dai torrenti in piena (soprattutto dal fiume Magra) sono stati sospinti dalle onde sulla battigia. Occupandola.

La situazione, insomma, è sempre quella della massima emergenza. Gli interventi anti-erosione effettuati tra Ronchi e Poveromo, in pratica i geotubi (sacchi pieni di sabbia posti sul fondale), si sono dimostrati inadeguati allo scopo. Si tratta, dunque, di adottare altre misure per fermare la scomparsa della spiaggia. Scogliere in superficie come già fatto in altri tratti della costa? Secondo molti balneari è l’unica soluzione possibile.(c.f.)

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