Sicurezza
«Voglio più garanzie sull’occupazione»
Nuovo Pignone nel mirino del sindaco: auspichiamo un suo radicamento ma non ci basta l’attuale ricaduta sul territorio
CARRARA. Il sindaco Angelo Zubbani pretende ulteriori garanzie dal Nuovo Pignone per l’occupazione, a seguito dell’insediamento dello yard in viale Zaccagna. Nel vertice con i rappresentanti di Ge Nuovo Pignone, previsto a giorni, chiuderà certezze e programmi sull’attività futura, dopo la realizzazione di tutti e cinque i moduli destinati al progetto Gorgon in Australia.Lo ha detto ieri alla commissine attività produttive presieduta da Fabrizio Giromella.
Zubbani incalza il Nuovo Pignone. : « «Ho invitato la società a considerare con maggiore attenzione le ricadute occupazionali (siamo attenti anche al l’impatto ambientale). Non siamo soddisfatti delle attuali ricadute, anche per quanto riguarda quelle sull’indotto rappresentato dalle imprese locali: qualcosa si è mosso nell’indotto, fisiologicamente, e auspichiamo che le associazioni di categoria facciano azioni di “rete”. C’è stato l’impegno di Nuovo Pignone per l’assunzione di un centinaio di addetti, anche tramite il corso formativo. Non si tratta di numeri irrilevanti considerata la crisi economica generale, ma non sono proporzionati a quanto ci aspettiamo per il futuro. Vogliamo una occupazione più diretta e più sicura».
Zubbani ha ribadito l’azione amministrativa, rispondendo alle domande di Matteo Martinelli (Movimento 5 stelle) sulla Via per i collaudi e sull’occupazione attuale legata allo yard: «Sui moduli mi sono attenuto alla risoluzione del consiglio comunale del dicembre scorso. Sono state fatte verifiche di Asl, Arpat e Provincia. L’unica segnalazione di Arpat ha riguardato le emissioni legate a verniciature, per cui è stato chiesto al Nuovo Pignone di provvedere. Gli stessi enti hanno sorvegliato il collaudo del primo modulo, fatto a luglio: non ci sono stati rilievi. C’è un contatto continuo con Regione, difensore civico, coloro che hanno chiesto informazioni e a cui sono state date risposte. Sotto il profilo urbanistico e ambientale non abbiamo ricevuto altre osservazioni in merito a criticità».
Il sindaco ha aggiunto che in settimana dovrebbe avere dati aggiornati sull’occupazione alla luce dei corsi professionali. Sulla Via (valutazione di impatto ambientale) per i collaudi ha ribadito che circa i pareri chiesti dalla Provincia (organo competente), «è stata dichiarata la “non assoggettabliità” alla Via per quanto riguarda le emissioni relative al collaudo dei 5 moduli. «Auspichiamo che Ge Nuovo Pignone si radichi sul territorio per un sistema integrato con il porto e con il polo della meccanica. Marina sta diventando un punto strategico: ma sulle future produzioni si aprirà un nuovo procedimento per vedere se occorrerà la assoggettabilità alla Via».
Giromella ha poi sottoposto al sindaco altre due questioni, per avere aggiornamenti: il cantiere navale e il porto.
La partita di Nca. Ieri sera per Nca c’era l’incontro a Roma (come riferiamo nell’articolo qui sotto) fra sindacati e Invitalia. Per cui ieri mattina, parlando alla commissione attività produttive, il sindaco ha potuto solo fare un riassunto della situazione: Invitalia, come ha scritto nella lettera ai tre pretendenti a Nca (Ocean Independente, Admiral Tecnomar, e Antonini-Corsi) chiede piani industriali definitivi entro l’8 novembre, per potersi esprimere entro il 26.
«Per noi la presenza pubblica ci deve essere per far rispettare il piano industriale al nuovo soggetto che acquisirà il cantiere », ha ribadito Zubbani, ricordando che il governo non intende far restare oltre il 31 dicembre prossimo Invitalia come unico proprietario di Nca. In quanto all’occupazione l’obiettivo istituzionale è che «chi acquista Nca si faccia carico di tutti gli attuali lavoratori», ma il sindaco è anche convinto che un assorbimento immediato di tutti al lavoro sarà poco probabile, prefigurando ammortizzatori sociali.
Infine, l’aspetto urbanistico: «Tutti e tre i progetti verosimilmente prevedono un rimodellamento della struttura interna del cantiere, noi accetteremo richieste di modifica dell’area industriale, dalla Port Authority o dal futuro gestore di Nca, solo se compatibili con il piano industriale che sarà stato scelto».
Il consigliere Massimo Menconi (Federazione della sinistra) ha chiesto se sono definitivamente perdute le piattaforme destinate alla Costa Concordia. L’azienda Nca ha rinunciato alla commessa perché il bacino è occupato dalla nave tenuta in ostaggio dai lavoratori in sciopero. Secondo il sindaco un tentativo di recupero sarebbe ipotizzabile solo se venisse varata in tempi brevi la nave.
Capitolo porto. Il botta e risposta fra Zubbani e l’amministratore delegato della Porto di Carrara spa Filippo Nardi, sembra non avere fine. «Il porto commerciale ha una sua utilità e funzione, non va riconvertito – dice il sindaco – ma vanno anzi aggiunte nuove funzioni come il terminal crocieristico. Tuttavia, condividere l’utilità del porto non significa condividere tutto sulla sua gestione. Il porto è stato realizzato e tuttora sovvenzionato con fondi pubblici, è in gestione a privati che devono rendere conto alla città. Che il gestore si irriti su queste questioni, è insopportabile». Per quanto riguarda le tre banchine chieste dalla Porto spa per 25 anni, il sindaco non ha pregiudiziali: «Mi pronuncerò dopo avere visto il piano industriale. Occorre capire quali benefici avrà per la città». Frecciata di Zubbani, infine, al piano-assunzioni dei trasporti Nieddu: «I camion girano nel nostro territorio, ma quali assunzioni sono state fatte?».
Il consigliere Massimo menconi ha auspicato «una ripresa del dialogo fra Comune e Porto spa. E’ ovvio che deve esserci un piano industriale che dia garanzie, ma il porto commerciale va difeso».
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