Attenzione
Varo sì o no della nave Messina: ore decisive
Spiragli. Stamani assemblea in cantiere: i sindacati riferiranno ai lavoratori sull’incontro con Invitalia
CARRARA. Spiragli, ma in un clima ancora di grande incertezza, dopo il lungo incontro di ieri sera a Roma fra il numero uno di Invitalia, Arcuri, e i rappresentanti sindacali della rsu, di Fim , Fiom e Uilm. Non c’erano rappresentanti ministeriali, ma Invitalia sottoporrà al governo il verbale dell’incontro, che dovrebbe poi essere inviato stamani al cantiere, dove alle 10 si svolgerà l’assemblea dei lavoratori.
Infatti i sindacati riferiranno a loro gli sviluppi della situazione. Da quanto si è appreso, c’è ancora prudenza da parte sindacale, anche se sembra avere fatto un certo effetto la lettera che Invitalia ha spedito recentemente ai tre pretendenti del cantiere (Ocean Independence, Admiral Tecnomar, Antonini- Corsi) chiedendo piani industriali definitivi che tengano conto della necessità di tutelare tutti i posti di lavoro. Invitalia è disponibile a entrare nel capitale sociale accompagnando l’ingresso del soggetto che acquisirà Nca.
Particolari già noti da giorni, come le scadenze che l’attuale proprietà del cantiere ha posto ai tre candidati all’acquisto: entro l’8 novembre i piani definiti, per potersi pronunciare entro il 26 di questo stesso mese.
Nella rsu, come detto, c’è prudenza: «Si sono concretizzati elementi di novità», hanno commentati ieri sera al termine dell’incontro al quale non erano invitate le istituzioni, in quanto erano stati proprio i sindacali a sollecitare un confronto con Invitalia.
Ma stamani l’ultima parola spetterà all’assemblea dei lavoratori, dopo il dibattito e la valutazione, assieme alla rappresentanza sindacale, di quanto emerso nell’incontro romano e sulla base dei contenuti del verbale.
In sostanza, potrebbe essere deciso (il condizionale è d’obbligo) lo sblocco della nave Messima che si trova ferma nel bacino del cantiere a seguito dello sciopero dei lavoratori a sostengo della difficile vertenza.
Il varo libererebbe il bacino, anche se al momento i capannoni sono vuoti: non solo non ci sono altre commesse di lavoro all’orizzonte, ma è sfumata anche quella delle due piattaforme per la Costa Concordia.
L’amministratore delegato di Nca, Luigi Mor, che era presente all’incontro di ieri a Roma, si augura che venga reso possibile il varo: «Se ciò avvenisse, – ha detto – faremo un tentativo per recuperare la commessa delle piattaforme. Ma non c’è nulla di certo, potrebbero già essere state assegnate ad altri». (c.car.)
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