La manifestazione
Racket, la procura indaga sulla sala poker
Episodio preoccupante per gli inquirenti. Ma non è l’unico. Esce un libro sulla mafia apuana
MASSA. L’incendio alla sala poker di Marina di Massa dell’altro giorno è stato preso seriamente dalle forze dell’ordine. Tanto seriamente che è stato inserito in un dossier ben più ampio che riguarda una serie di episodi in odore di criminalità organizzata. Insomma la sensazione che possa esserci qualcosa di poco chiaro c’è, del resto proprio il silenzio degli inquirenti aveva fatto capire che non poteva trattarsi di un rogo scoppiato per cause accidentali. Ipotesi questa, del resto, scartata dai vigili del fuoco che avevano effettuato i rilievi nel locale subito dopo lo spegnimento delle fiamme. Certificando il dolo.
L’incendio alla sala poker di via Casola, proprio per i precedenti, fa pensare che ci sia qualcuno legato alla criminalità decisamente ben strutturato che sta prendendo di mira le attività produttive del nostro territorio. Una sorta di avvertimento per far capire che non si può pensare di non passare per i canali dell’illegalità se si vuole fare impresa. Anche perché come detto esiste un vero e proprio dossier in merito che comprende una decina di roghi scoppiati per mano di ignoti. Un qualcuno che colpisce da circa un anno, con cadenza regolare. Per ora tanti sospetti, però nessuna prova dell’esistenza di una banda o di un’organizzazione malavitosa. Sospetti che hanno il sapore di un campanello di allarme, che aveva fatto suonare - a inizio 2012 - la fondazione Caponnetto, indicando la provincia di Massa-Carrara come il territorio più a rischio mafia della Toscana. Qualcuno aveva definito la preoccupazione un po’ troppo azzardata, ma a conti fatti i segnali che arrivano invece vanno proprio in quella direzione.
Tanto che sta per uscire un libro di un giovane massese legato proprio a questo argomento: Trame di potere. Pier Paolo Santi da ormai diversi anni denuncia la possibile presenza della criminalità organizzata in terra apuana. Già nel suo primo libro "La provincia del silenzio" testimonia che nel novembre 2010 dopo il monito del procuratore capo di Genova Luciano Di Noto, i primi arresti di persone coinvolte in grossi affari di spaccio di droga, erano la dimostrazione reale della presenza della ndrangheta. «Da quattro anni - dice Santi - ho intrapreso la strada del giornalismo d'inchiesta. Non mi sorprende più di tanto il recente episodio, la nostra zona è vista con bramosia anche dalla camorra insediata in Versilia come i Saetta e i Terracciano dediti al racket. Preoccupante anche l'arrivo della 'ndrangheta». In uscita entro fine mese Trame di potere (coautore Francesco Sinatti),cita personaggi conosciuti nel nord Italia che stanno trovando nella provincia zona fertile per i loro affari. «Ho fatto tutti i nomi e i cognomi delle famiglie che stanno operando sul territorio», dichiara Santi.
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