Il dolore
Lara Venè: «Mi candido alle primarie»
L’assessore provinciale alla cultura rompe gli indugi: «D’accordo a fissare subito una data. Il Pd deve avere coraggio»
MASSA. «Mi candido. E spero che venga scelta subito una data per le primarie di coalizione per la scelta del prossimo candidato a sindaco del centrosinistra».
Lara Venè, apprezzata assessore alla cultura della Provincia in quota al Pd, rompe gli indugi. L’avevamo data anche noi giornalisti tra i papabili ad eventuali primarie del Pd o comunque di coalizione, ora Venè esce allo scoperto per gridare primarie.
«Nonostante i dubbi e le paure questo strumento di partecipazione si sta dimostrando un vero toccasana per il Partito Democratico. A tal punto che i sondaggisti parlano di "effetto- primarie". Quindi il dibattito, talvolta anche acceso che queste si portano con sé, produce effetti positivi al partito che le organizza. Che viene premiato forse anche per il fatto che, adottando le primarie come metodo di selezione delle candidature, è un partito che dimostra apertura e coraggio.
A livello locale non aver celebrato le primarie per la scelta del candidato a sindaco nel 2008 è stato un gravissimo errore che il Pd ha pagato a caro prezzo. In questo senso ho molto apprezzato la posizione che il mio segretario comunale Cesare Ugolotti ha espresso e più volte ribadito e cioè quella di scegliere il candidato attraverso primarie aperte e libere. E sono contenta che il partito democratico abbia dichiarato che queste dovranno essere il più aperte possibile, oltre ai partiti anche alle associazioni politiche, che per altro esprimono persone di spessore, interpretando al meglio quella diffusa voglia di partecipazione che si registra in città e nel resto del paese».
Prima le primarie nel Pd per scegliere un unico candidato e poi quelle di coalizione?
«Il Pd deve definire le regole con cui selezionerà i suoi o il suo candidato per quelle competizioni. E' il partito di maggioranza relativa e può contare su molte donne e molti uomini in grado di interpretare quel ruolo. Il segretario ha auspicato che uno solo sia il candidato del Pd alle primarie di coalizione. Io credo che non ci sarebbe nulla di male se alle primarie di coalizione ci fossero più candidati del Pd: del resto a livello nazionale si è addirittura cambiato uno statuto per aprire la corsa a più competitor oltre al segretario. Dirò di più, per me il miglior metodo di selezione sono le primarie aperte a tutti non solo agli iscritti anche per scegliere il candidato Pd. Con coraggio, senza timori e molto serenamente».
Il programma? «Il Pd a giorni farà la sua conferenza programmatica e io porterò il mio contributo. Al primo posto metto il lavoro: bisogna creare le condizioni per far lavorare il tessuto cittadino e attirare investimenti».
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