Il Tirreno

La pioggia rovina lo shopping «La rivoluzione è solo rinviata»

di Melania Carnevali
La pioggia rovina lo shopping «La rivoluzione è solo rinviata»

Città deserta, ieri pomeriggio, per la domenica di negozi aperti. Annullato “Sapori e saperi” Ma uno zoccolo duro di esercenti ha lavorato lo stesso. «Diamo tempo alla gente di abituarsi»

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MASSA. Camminando ieri per le vie del centro nelle prime ore del pomeriggio sembrava di addentrarsi in una città deserta. Molte le saracinesche chiuse e vie completamente vuote. Anche delle bancarelle dell’evento “Sapori e saperi” non c’era traccia (rinviato a domenica prossima). Colpa del tempo.

Molti commercianti, scoraggiati dalla pioggia, hanno deciso di rimanere chiusi, altri lo hanno fatto per partito preso. Il risultato è stato un ambiente molto diverso da quello che ci si aspettava: un centro storico pieno di gente che si dirama nelle vie dello shopping. Debutto sfortunato quindi per le aperture domenicali dei negozi del centro. Ma è presto per tirare le somme.

La cultura della domenica pomeriggio è una rivoluzione lenta che i commercianti, e non solo, devono acquisire. Una rivoluzione che può partire da chi, invece, ieri è rimasto aperto. Come tutti – o quasi – i negozianti di via Dante, entusiasti delle aperture straordinarie. «Noi di via Dante siamo solidali fra noi – spiega Irene Pierotti, titolare del negozio di abbigliamento “Time” – e soprattutto se si decide di fare una cosa la facciamo. Per questo oggi siamo aperti anche con la pioggia e se non c’è nessuno per strada».

Aperti anche alcuni negozi in piazza della Conca, via Cairoli e piazza Mercurio. «La gente si deve abituare alle aperture domenicali – commentano all’unisono Alessia Vaira, di “Mariposa” e Valentina Bossone del “Vanity Bijoux” in via Cairoli – e sarà un processo lento. L’importante è tenere aperti sempre». Dello stesso parere anche Lorena Salvetti di “Fidalma” in piazza Mercurio. «Bisogna essere uniti – dice – e aprire. Se vediamo che piove e non apriamo, è finita. È normale che in questo periodo piova. Sta a noi commercianti dare un’altra impronta alla città».

Stesso discorso e stesso entusiasmo lo mette Elisabetta Pucci di “Ipersoap” in via Cairoli. «È inutile rimanere chiusi – incita – bisogna aprire e stringere i denti le prime volte. Poi pian piano tutti si abitueranno». «Certo – commenta in maniera più diretta Sauro Venuti, titolare di “Hermes”, bar in piazza Mercurio aperto tutte le domeniche – se ci spaventiamo per un po’ di pioggia e non mettiamo più le bancarelle, non si va da nessuna parte. Bisogna avere più coraggio».

Hanno aperto anche alcuni negozi in via Alberica, alcuni in via Eugenio Chiesa e altri sparsi qua e là a macchia di leopardo. Fra questi “The cartoon store” in via Pascoli. Commenta, ottimista, la titolare Isabella Mosti: «Non mi perdo certo l’occasione di stare aperta anche la domenica. E non mi faccio certo scoraggiare se intorno a me stanno chiusi».

Intorno al suo negozio c’è veramente il deserto. La zona dell’Oviesse, una volta cuore del centro, è completamente vuota. Le due gallerie abbandonate. Ma, per fortuna, c’è chi non si scoraggia. «Il tempo ci ha tagliato un po’ le gambe -commenta Riccardo de Simone, di “Cucinando” in via Alberica – ma nonostante tutto noi riusciamo a lavorare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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