Attenzione
Provincia, incubo licenziamenti
La Cgil mette in guardia: «Per i dipendenti, rischio concreto di cassa integrazione e poi a casa»
MASSA. Per la prima volta c’è la concreta possibilità che i dipendenti della Provincia possano essere messi in cassa integrazione. Non è uno scherzo ma il timore della Cgil di Massa-Carrara alla lettura del decreto che detta le regole per il riordino degli enti. La provincia di Massa-Carrara, com’è noto, ne è uscita accorpata con le Province di Lucca, Pisa e Livorno, con cui si unirà in un unico a partire dal gennaio 2014 dopo un anno di transizione.
Ancora poco chiaro, però, il destino dei lavoratori. I sindacati sono preoccupatissimi. «Una volta determinata la dotazione organica delle nuove province in base ai reali bisogni – spiega il segretario provinciale della Cgil Funzione Pubblica, Silvano Leoni – c’è la concreta possibilità di mettere in cassa integrazione i dipendenti come da noi più volte paventato».
Il timore scaturisce dall’articolo 6 del decreto. La cig sarebbe per due anni al 65-70 per cento dello stipendio base (che si aggira sui 1.200 euro) per due anni e poi licenziamento. «A questo – prosegue Leoni – si unisce la forte preoccupazione legata alle competenze che non saranno più delle nuove Province che dovranno essere gestite direttamente dalla Regione ovvero affidate ai Comuni, senza costi aggiuntivi». Se così sarà «si creerebbero costi aggiuntivi espressamente vietati». Ad esempio, il contratto dei regionali è economicamente più favorevole di quello dei provinciali. Come faranno poi i Comuni a non sforare il patto di stabilità? «La mobilitazione certo non si fermerà, è anzi appena all’inizio», promette la Cgil.
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