Il Tirreno

Marmo, rischio di scioperi a oltranza

di Cinzia Carpita
Marmo, rischio di scioperi a oltranza

Domani cave ferme, martedì stop al piano per far alzare ad Assindustria l’offerta sulla new entry: il premio di presenza

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CARRARA. Incognite e nubi sul rinnovo dell’integrativo provinciale del settore lapideo ormai scaduto. Dopo l’ interruzione della trattativa al terzo incontro, i due giorni di sciopero dei lavoratori del marmo proclamati dai tre sindacati di categoria Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, per domani (alle cave) e dopodomani (al piano), potrebbero raddoppiare, o addirittura trasformarsi in una lunga mobilitazione.

Questo potrebbe accadere – spiega Francesco Fulignani della Feneal – se l’associazione industriali non accorcerà le distanze fra la richiesta sindacale di un aumento in busta paga, e la controproposta della classe imprenditoriale. Distanze, relative alla parte economica della piattaforma, giudicate da entrambe le parti, per ora molto, troppo lontane.

Ma se da Assindustria vengono lanciati segnali di distensione, da parte sindacale la risposta immediata dopo quello che finora è stato messo sul tavolo della trattativa dalla controparte, è stata la proclamazione dello sciopero che per due giorni paralizzerà il settore lapideo provinciale.

«Se non avremo subito segnali positivi – dichiara Fulignani, che si sta muovendo all’unisono con il segretario della Fillea, Roberto Venturini e quello della Filca, Giacomo Bondielli – lo sciopero potrebbe essere protratto mercoledì per le cave e giovedì per il piano. Assindustria ci sta offrendo una cifra secondo noi troppo bassa».

La novità della piattaforma rivendicativa per il rinnovo dell’integrativo provinciale del marmo, è la richiesta dei sindacati di inserire un’altra voce: “indennità”, o “premio” di presenza giornaliera. In pratica un incentivo a chi va a lavorare. Nulla a che vedere con il premio di risultato che copre tutti i lavoratori. Il premio di presenza è stato pensato come un riconoscimento ai singoli lavoratori, da calcolare sul numero di giornate di presenza sui luoghi di lavoro. In molte cave (secondo fonti sindacali in circa il 50%) viene già applicato dalle aziende, ma in modo non omogeneo: tale indennità arriva anche a 5 o più euro al giorno.

La proposta dei sindacati ad Assindustria è di stabilire una cifra fissa per tutto il settore, lasciando inalterate le quote delle altre voci (mensa, lavori disagiati, anzianità di settore, premio di risultato) per le quali non sarebbero chiesti aumenti.

«E’ una proposta di buonsenso» commenta Giancarlo Tonini che assieme a Massimo Bani e a Fabrizio Santucci forma la triade di Assindustria incaricata delle trattative. «La apprezziamo, considerando le difficoltà delle imprese dovuta alla crisi generale. Ma tale proposta sindacale deve essere sottoposta proprio alle imprese, che consulteremo nei prossimi giorni. Non siamo in grado di dire quando verrà riconvocato il tavolo. La parte economica su cui stiamo discutendo, vede tutta Assindustria orientata verso l’istituzione del premio di presenza, ma sulla tariffa le posizioni fra noi e i sindacati sono ancora lontane. Noi dobbiamo arrivare a una tariffa sostenibile per le aziende. Ci stiamo lavorando e ce la stiamo mettendo tutta».

Ma Fillea, Filca e Feneal, vista la forbice fra le due proposte (le cifre per ora ipotizzate non vengono divulgate dalle due parti, per evitare complicazioni nella trattativa al rialzo o al ribasso), non ha perso tempo nel mettere un pungolo all’associazione industriali.

Così domani scatta la prima giornata di sciopero, che riguarderà le cave. E’ previsto un presidio al ponte di ferro, ma potrebbe essere spostato alla rotatoria di Miseglia bassa. Martedì lo sciopero per l’intera giornata coinvolgerà i lavoratori del piano, cioè delle segherie e dei laboratori.

I cobas marmo della Failclea Confail hanno lasciato liberi i propri iscritti di partecipare allo sciopero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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