Il Tirreno

Il “pontremolese” Cattaneo alle primarie

Il giovane sindaco di Pavia ufficializza la candidatura per guidare il nuovo centro-destra

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PONTREMOLI. C’è anche un pontremolese nel poker di candidati finora scesi in campo nelle primarie del centro-destra. Pontremolese non di nascita, ma che si sente tale, è infatti Alessandro Cattaneo, ingegnere elettronico, giovane sindaco del Pdl di Pavia (eletto nel 2009 a soli 29 anni). Tuttora, la nonna Armanda Bergamaschi, 85 anni, vive a Fiesolare di Pontremoli, pontremolese è anche la madre Rosanna Tamagna. Sono stati i nonni materni ad emigrare a Milano, da dove poi la nonna è rientrata. «Torno spesso a Pontremoli - racconta Cattaneo - mi sento molto legato alla città. Fino a quando ero ragazzo ero fisso lì due mesi d'estate, ancora adesso porto con me a Pontremoli tantissimi amici, è una città che sento mia, e un domani il mio buen ritiro sarà sicuramente lì. Ho molti amici, fra i quali sicuramente i figli dell’ex sindaco Enrico Ferri, con cui ho sempre avuto ottimi rapporti».

Decisamente più conosciuti, a livello nazionale, gli altri esponenti che hanno già ufficializzato la loro candidatura, ovvero Angelino Alfano, Daniela Santanchè e Giancarlo Galan. Ma, come spiega nella lettera ufficiale diffusa sul web in cui annuncia la candidatura, Alessandro Cattaneo spiega di volersi mettere in gioco «con coraggio e con coerenza, pronto a collaborare con chi dovesse vincere. Sono convinto - aggiunge - che della politica nazionale non debbano occuparsi solo i parlamentari nazionali, ma anche chi come me è abituato ad amministrare una città e a confrontarsi con i cittadini sui temi concreti di tutti i giorni». Scrive ancora: «Dopo aver riflettuto a lungo e dopo aver consultato amici e colleghi amministratori ho deciso oggi che non può mancarci il coraggio di fare l'ultimo decisivo passo in avanti e partecipare alle primarie del Pdl. Mi candido e sono impegnato da oggi nella raccolta delle firme e nello sforzo di coinvolgere il maggior numero di elettori nel rilancio, nella reinstallazione, di un nuovo centrodestra. Dopo aver investito tanto nel rinnovamento e nella richiesta di avere le primarie, non possiamo sottrarci a costruire un'offerta politica che sia alternativa tanto alla conservazione autoreferenziale quanto al folklore di certe candidature provocatorie. Tanti meglio e più di me avrebbero potuto interpretare questa esigenza di rinnovamento, ma ancora una volta troppi attendono, tentennano, calcolano, si posizionano con prudenza, più preoccupati dei loro destini che del successo di un progetto politico e del futuro del centrodestra».

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