Attenzione
Doppio assalto a ville isolate in 48 ore
Il professionista Moretti: mi hanno puntato la pistola alla testa, pensavo fosse uno scherzo di Halloween
COMANO. Due rapine in villa nell’arco di 48 ore, entrambe effettuate con la stessa modalità: è il rompicapo che i carabinieri stanno cercando di risolvere dopo il duplice raid compiuto, verosimilmente, dalla medesima banda.
Tanti i fattori coincidenti negli assalti avvenuti a Piano di Comano e Grondola di Pontremoli, esattamente le sere del 31 ottobre e del 2 novembre scorsi, perdipiù alla stessa ora.
Troppi i fattori che confortano l’ipotesi che, a commettere il doppio misfatto siano le stesse persone o, quantomeno, componenti di un’unica banda.
La prima delle due rapine è appunto avvenuta in quel di Comano, a danno di una villa un po’ isolata lungo la strada che, dal centro abitato, sale al passo del Lagastrello.
A farne le spese è stato il noto geometra 76enne Erio Moretti che, assieme alla moglie, era in casa. Attorno alle 20 è avvenuto l’assalto «a opera di due individui vestiti di nero - racconta Moretti - con i volti coperti da passamontagna».
«Vista la particolare serata - aggiunge il professionista - pensavo fosse uno scherzo in stile Halloween dato che quei due me li sono trovati davanti all’improvviso mentre stavo chiudendo una porta finestra. Stavo addirittura per togliere loro i copricapi e dire “bello scherzetto, mi avete fatto quasi paura, ma adesso voglio vedere le vostre facce”. Per fortuna non l’ho fatto, forse per un sesto senso. Comunque, all’apparire di una pistola puntatami sulla fronte, ho purtroppo capito che era tutto vero. I due malviventi mi hanno chiesto soldi e dove tenevamo ori e preziosi, perciò li ho accontentati. Ma di contante, tra me e mia moglie, ne avevamo ben poco: meno di 80 euro. Allora i due si sono innervositi, pretendendo altro bottino. Così hanno arraffato anelli, orecchini, orologi e quant’altro di valore, aggiungendo al tutto una pistola con relative munizioni, da me regolarmente denunciata, peraltro come il fucile da caccia che la coppia di banditi ha spaccato in tre pezzi prima di sparire, evidentemente per evitare pericoli in caso li avessi poi inseguiti imbracciando l’arma. Non contenti, i due ci hanno portato via l’auto, una Peugeot 307, dopo aver prelevato le chiavi. Per fortuna almeno quella la abbiamo recuperata dato che è stata ritrovata dai carabinieri nei pressi di Licciana».
Il racconto di Moretti si interrompe un attimo dato che l’emozione è ancora tanta per aver subìto una rapina nel posto da tutti ritenuto il più sicuro, ossia la propria casa.
Di certo la coppia di malviventi sapeva bene dove andare e come muoversi subito dopo la rapina. Lo dimostra il fatto che nessuno pare si sia accorto di quanto stesse succedendo. Nei pressi dell’abitazione dei Moretti, seppure un po’ fuorimano, ci sono altre costruzioni e inoltre la villa è proprio sulla strada.
Il geometra Erio Moretti è molto noto non solo in zona, data la sua lunga e ininterrotta attività professionale. Da anni risiede nella elegante villa lungo la strada che conduce al Passo, ora presa di mira dai rapinatori.
Le indagini sulla rapina sono condotte dai carabinieri, così come quelle relative a Grondola di Pontremoli dove i banditi sono entrati in azione venerdì sera, appunto 48 ore dopo il raid di Comano.
In quell’occasione a finire nel mirino dei rapinatori è stato Alberto Pagano, vale a dire un conosciuto imprenditore che, dopo aver lasciato il mondo del lavoro, si è ritirato assieme alla moglie nel lussuoso eremo alle porte del centro abitato di Grondola.
Attorno alle 19,30 della sera del 2 novembre, Pagano ha ricevuto la sgraditissima visita dei rapinatori, in azione con il volto coperto e grossi cacciavite tra le mani.
In quel momento nella grande casa c’era solo lui e la moglie, intenta a sistemare alcune cose al piano di sopra, praticamente ignara su quanto stesse accadendo a pochi metri di distanza.
Anche in questo caso l’azione dei malviventi è stata veloce e precisa: niente è stato lasciato al caso, compresa la ricerca di una cassaforte che il proprietario di casa è stato costretto ad aprire, non prima però di essere anche malmenato dai due banditi che, come a Comano, parlavano un italiano con chiaro accento dell’est Europa.
Fattori sui quali stanno indagando i carabinieri di Pontremoli e del nucleo operativo di Massa.
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