Trasporti
Tares, comunque vada sarà stangata
Incertezza sulle modalità di calcolo della nuova imposta sui rifiuti, sicuramente aumenterà rispetto all’attuale Tarsu
CARRARA. Si chiamerà Tares e dal prossimo 1º gennaio andrà a sostituire la Tarsu, il vecchio tributo comunale sui rifiuti: un cambiamento non solo di forma ma anche di sostanza, che comporterà sicuramente una nuova stangata sui contribuenti.
Il Comune di Carrara, come la stragrande maggioranza dei municipi italiani, non è ancora in grado di individuare la base imponibile e di conseguenza le tariffe: impossibile dunque a oggi quantificare, anche in via approssimativa, l’entità dell’imposta.
Quello che è certo è che il nuovo sistema di tassazione sui rifiuti prevede già una quota “aggiuntiva”, che finirà direttamente nelle casse del governo centrale, e che ammonterà a 0,30 euro per ogni metro quadro di superficie catastale. Diversamente dalla Tarsu, che veniva calcolata sui metri quadri calpestabili degli immobili e che lo scorso anno ha portato nelle casse di piazza 2 Giugno circa 13,8 milioni di euro, la Tares sarà individuata sulla base delle superfici catastali: e proprio da questa innovazione, decisa a livello centrale, deriva la gran parte dei problemi che in questi giorni si trovano a dover affrontare gli uffici municipali di competenza, perché, com’è noto, i dati catastali spesso sono incompleti o non aggiornati.
«Non abbiamo alcuna idea di quale sia la base imponibile», ha ammesso Guirardo Vitale, dirigente del settore Fiscalità locale del Comune di Carrara illustrando ieri alla Commissione Bilancio il provvedimento. Un’illustrazione fatta a grandi linee, non solo per la complessità della normativa, ma anche e soprattutto per le tante incognite che ancora aleggiano sulla nuova imposta.
Pochi, pochissimi i dati certi: la Tares, diversamente dalla Tarsu, dovrà coprire il 100 per cento dei costi del servizio relativo ai rifiuti, da quelli di gestione a quelli del personale, passando per le spese relative al conferimento. Alla quota da destinare al governo centrale, (a 0,30 euro per ogni metro quadro di superficie catastale per un gettito previsto su scala nazionale di 1 milione di euro), ciascun comune potrà aggiungere un massimo di 0,10 euro al metro quadro, da tenere nelle proprie casse: la tariffa dipenderà come detto dalla superficie catastale e dovrà essere determinata, almeno in via teorica, entro il 31 dicembre di quest’anno, per essere riscossa in 4 tranches (gennaio, aprile, luglio e ottobre) nel corso del 2013.
Tempi questi tutt’altro che certi anche se i rumors smentiscono l’ipotesi di possibili deroghe: il governo infatti avrebbe urgenza di incassare la sua parte.
Intanto però, oltre al problema dell’aggiornamento dei dati catastali, il decreto ministeriale relativo al calcolo della tariffa, atteso per fine ottobre non è ancora arrivato: per questo la Tares potrebbe in prima istanza essere individuata tramite il cosiddetto “metodo normalizzato”, un calcolo più approssimativo fatto per categorie omogenee.
La Tares riguarderà abitazioni, negozi, attività commerciali, artigianali e stabilimenti balneari mentre non interesserà gli immobili a uso industriale: i municipi, una volta identificata la tariffa, potranno introdurre agevolazioni fino al 30 per cento del tributo, salvo poi coprire il mancato gettito con risorse di bilancio non derivanti da altre tasse comunali.
La norma prevede inoltre sgravi per coloro che risiedono in zone dove viene effettuata la raccolta porta a porta, come Marina di Carrara e prossimamente Avenza.
Tanti, anzi tantissime, le perplessità sollevate dalla nuovo tributo: «Il pericolo è quello di far ricadere sul municipio le criticità del catasto», ha spiegato ancora il dirigente comunale del settore, Guirardo Vitale, sottolineando come gli uffici comunali siano a corto di risorse umane da impiegare nella “ricostruzione” dei dati necessari all'identificazione della tariffa.
«Qui stiamo rischiando di assistere a un'escalation di tasse a carico dei cittadini», ha commentato Luca Barattini del Pd, dando voce alla preoccupazione che ha accomunato, in modo “trasversale” di tutti i membri della commissione.
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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