Il dolore
Squadra Pomarino, negli annali cinghiale da record
Pianeta caccia, il caposquadra Antonio Fregosi di Aulla racconta che due anni fa fu preso un animale di 175 chili
AULLA. Lo potremmo chiamare il “Lunigianese”. Figlio di incroci e di una lunga selezione naturale, in Lunigiana si trova da alcuni anni una nuova razza di cinghiale. Nel sangue del “Lunigianese” scorrono il Dna del maremmano, del sardo e dell'ungherese; tre “ceppi” arrivati nei nostri boschi in diversi momenti storici che hanno “plasmato” stagione dopo stagione una razza unica nel suo genere. Il "Lunigianese" è il riassunto del cinghiale perfetto da cacciare: è più forte, più grosso, più rustico e più prolifico, si adatta ad ogni condizioni ambientale, non ha paura dell'uomo come dimostrano le sue scorribande nei centri abitati sempre più frequenti ed è molto difficile da cacciare. Elementi che ne fanno una razza “perfetta” per gli appassionati.
Ne è convinto Antonio Fregosi, capo squadra del Pomarino una delle squadre di caccia al cinghiale storiche dell'Ambito Territoriale di Caccia 13 di Massa-Carrara. Cacciatori tosti che conoscono bene il cinghiale ed il terriorio dove vanno a cacciare. «Di cinghiali ne abbiamo visti e prelevati tanti in tutti questi anni - racconta - ma a volte ci capita di incontrare delle specie nuove. In Lunigiana si è formata una razza autoctona che è la sintesi di incroci e parentele varie. Capita spesso di prelevare dei capi con caratteristiche diverse l'una dall'altra. Non è inusuale. Anzi direi il contrario».
A rafforzare la tesi di Fregosi la cacciata, due stagioni fa, di un cinghiale di 175 chilogrammi. Un mostro per i boschi della Lunigiana dove il cinghiale ideale difficilmente supera i 100-120 chilogrammi. Ma sono sempre più ricorrenti gli avvistamenti e gli abbattimenti di cinghiali con caratteristiche anomale. «A memoria è stato l'esemplare più grande che abbiamo cacciato - ammette - un bel bestione».
La caccia al cinghiale resta la selvaggina cacciabile con più alto tasso di difficoltà: «E' l'unica selvaggina vera; - analizza - è una caccia di soddisfazione che esige organizzazione; le variabili sono infinite come gli imprevisti, le situazioni difficili, a volte pericolose». Il Pomarino è riuscito, in una sola stagione, ad abbattere 340 esemplari quando la «media è circa 160-170 capi».
Una media molto alta prodotto di una grande organizzazione di caccia e di un dispiegamento potente di mezzi e uomini: la squadra può contare infatti su una cinquantina di cani.
Quasi un cane a testa. «E' una caccia divertente quanto pericolosa - ribadisce - che noi cerchiamo di fare in completa sicurezza evitando rischi inutili. Prima di tutto la sicurezza»".
Molti dei componenti della Pomarino (63 gli iscritti) sono personaggi "storici" nel mondo della caccia passati attraverso più generazioni di cinghialai come i veterani Dario Lombardi, Sergio Mornelli, Vittorio Mosca.
Gente che ha visto tutte le stagioni e che rappresenta la memoria storica del "Pomarino": «Cacciatori sprint», si affretta a dire il capo squadra. Il territorio di competenza della squadra di Fregosi va dal Monte Grosso a Pomarino appunto. La frazione aullese (47 abitanti, 100 metri sopra il livello del mare) oltre a dare il nome alla squadra è il luogo dove i componenti della squadra 3 si ritrovano. A Pomarino c'è la casa di caccia dove «tutto inizia, e tutto finisce»; un punto di ritrovo che ospita le attività preparatorie e post caccia. «E' un momento per parlare, per condividere opinioni, raccontarsi, e non necessariamente parliamo solo ed esclusivamente di caccia - spiega Fregosi - è importante conoscere con chi vai in battuta. Affina la sintonia e rende la squadra più solida, più preparata e più unita. Siamo prima di tutto amici».
Carrozziere di Aulla, molto conosciuto tra i cinghialai, Fregosi è da un trentennio il capo squadra del Pomarino. «Ho vissuto in prima persona tutti i cambiamenti - sottolinea - da quando non esistevano nè distretti, nè regole per la caccia al cinghiale, e le squadre erano formate da 7-10 elementi. Oggi devi compilare addirittura una lista, formare squadre numerose. E' molto diverso». Qualche giovane si fa ancora avanti. Fortunatamente. «Ma sono sempre meno», sottolinea ancora.
Le new entry sono Michele Cucchi, Alessio De Maria e Davide Barbasilli.
Distretto 2 (Aulla - Fosdinovo): Cesare Menichelli (Responsale Distretto). Squadra 3 - Pomarino: Antonio Giuseppe Fregosi (capo) e Dante Cucchi (vice); Area: Vecchietto e Gorasco.
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