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assemblea in cantiere

Polemica contro la Regione: «Che ruolo vuole giocare?»

CARRARA. Di sicuro, martedì mattina, ci sarà un’altra assemblea in cantiere: dove i sindacati e la rsu riferiranno ai lavoratori l’esito dell’incontro con Invitalia fissato per lunedì al il...

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CARRARA. Di sicuro, martedì mattina, ci sarà un’altra assemblea in cantiere: dove i sindacati e la rsu riferiranno ai lavoratori l’esito dell’incontro con Invitalia fissato per lunedì al il ministero dello sviluppo economico.

La situazione è in movimento (come scriviamo qui a fianco), e ieri mattina in una assemblea, in verità non molto partecipata, i rappresentanti sindacali hanno riassunto cosa andranno a chiedere a Roma.

Garanzie a Invitalia sul percorso di accompagnamento verso un nuovo acquirente di Nca, e quindi il mantenimento della partecipazione pubblica per tutto l’iter; no a spacchettamenti di lavoratori e cioè la tutela di tutti gli attuali posti di lavoro quale condizione per la cessione di Nca.

Ma nella vertenza c’è posto anche per malumori nei confronti della Regione, che, tramite l’assessore Gianfranco Simoncini, ha fatto sapere di non poter - a causa di norme relative a Fidi Toscana – partecipare al capitale della nuova società che acquisirà il cantiere navale. Nei mesi scorsi, e sulla base di accordi sottoscritti, la Regione aveva dato altre garanzie, e questo cambiamento delle carte in tavola non piace ai lavoratori. «Un segnale negativo – ha detto Peselli della Rsu Fiom –. Intendiamo capire quale ruolo vuole giocare la Regione, anche in merito alla cassa integrazione in deroga che finirà il 31 dicembre. La partita Nca si gioca in queste settimane».

Ha parlato anche Marchi della Rsu Fiom, a proposito di uno dei punti di scontro con l’azienda: le piattaforme dell’operazione Costa Concordi che potevano dare una piccola boccata di ossigeno e che l’amministratore delegato Luigi Mor ha di fatto annullato comunicando alla committenza di non essere in grado di concludere il contratto per la commessa in quanto il bacino è occupato dalla nave Rfi, il cui varo è stato bloccato dallo sciopero (in corso) dei lavoratori. «Non siamo responsabili noi, se le piattaforme sono perdute. Secondo noi si poteva far arrivare il materiale anche se il bacino è occupato». Circola anche il timore che se la nave commissionata dalle Ferrovie, dovesse essere varata, alcuni lavori di completamento potrebbero essere fatti fare altrove. Franco Borghini segretario della Uil ha detto: «Gli indignati siamo noi». E’ stato lanciato un nuovo appello alle istituzioni. (c.car.)

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