Il Tirreno

Blocco degli scrutini, delle gite scolastiche e dimissioni

Blocco degli scrutini, delle gite scolastiche e dimissioni

Annuncio congiunto dei docenti di Belmesseri e Da Vinci: «Basta col penalizzare gli insegnanti, si dimetta il ministro»

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VILLAFRANCA. In un documento dai toni particolarmente incisivi, i docenti degli Istituti di Istruzione Superiore “Belmesseri” di Pontremoli e “da Vinci” di Villafranca, dopo un’assemblea in seduta congiunta, annunciano una serie di iniziative di protesta.

Anche clamorose: come il blocco degli scrutini, il blocco dei viaggi di istruzione, le dimissioni dai consigli di istituti. E chiedono le dimissioni del ministro Profumo, oltre a dirsi pronti ad acquistare una pagina sul “Giornale” per ribattere a un’editoriale del vicedirettore Nicola Porro.

Scrivono, in dettaglio, gli insegnanti dei due istituti di istruzione superiore al termine dell’assemblea congiunta.

«Abbiamo discusso le recenti disposizioni normative sulla scuola contenute nel Disegno di Legge Stabilità presentato dal Governo. Premesso che i docenti hanno un interesse primario a che la scuola pubblica italiana dimostri qualità in tutti i suoi percorsi; le normative dell’ultimo decennio hanno determinato una crescente dequalificazione dell’offerta formativa e della funzione docente attraverso tagli pluriennali sconsiderati (120.000 posti di lavoro e 8 miliardi dal 2009 al 2011), sottraendo in tal modo risorse preziose e indispensabili per la formazione degli studenti e per l’adeguamento e la manutenzione delle strutture».

E ancora: «Il miglioramento della didattica comporta investimenti anche nei campi della tecnologia e dell’informatizzazione della scuola, sempre proclamati dagli ultimi ministri dell’Istruzione Pubblica ma mai attuati; la qualità dell’insegnamento non aumenta con l’incremento dell’orario di lavoro, che tende a trasformare il professionista dell’educazione in un “badante”».

I professori, in particolare, denunciano «il manifesto disprezzo per il quotidiano lavoro dei docenti da parte del Governo, che nasce o dall’ignoranza totale di ciò che significa insegnare e della fatica intellettuale, nonché del logoramento psico-fisico che ciò comporta, oppure da un preciso progetto teso a demolire la scuola pubblica. Conseguenza di tale prospettiva è il disegno di Legge stabilità».

Ed ecco le decisioni nel dettaglio: «Entro il 10 novembre prossimo organizzeremo una conferenza aperta per informare le famiglie, gli studenti e l’opinione pubblica tutta circa le ragioni della nostra mobilitazione. Dimissione dai Consigli di Istituto e blocco delle liste per le prossime elezioni nel Consiglio di Istituto. Sospensione dagli incarichi che comportano attività aggiuntive oltre le attività obbligatorie di cattedra (viaggi di istruzione, visite guidate, sportelli, corsi di recupero…). Adesione allo sciopero unitario del 24 novembre prossimo con partecipazione alla manifestazione nazionale di Roma. Blocco degli scrutini del mese di dicembre prossimo dell’I.I.S. “da Vinci” di Villafranca Lunigiana».

I docenti stanno inoltre valutando se querelare il vicedirettore del Giornale Nicola Porro, che il 23 ottobre scorso in un editoriale aveva in sostanza duramente criticato le proteste degli insegnanti per l’aumento dell’orario. Gli insegnanti del Da Vinci e del Belmesseri intendono comunque acquistare una pagina sul “Giornale” per rispondere «alle offese infamanti che ci sono state ingiustamente rivolte». Un’altra assemblea congiunta sarà fatta dopo il 24 novembre; si chiedono inoltre le dimissioni e le scuse da parte del Ministro Profumo. E concludono: «Invitiamo pertanto i genitori, gli studenti e tutti i cittadini a sostenerci e a difendere con noi l’istruzione pubblica, altrimenti le scuole, in particolare quelle del nostro territorio, già debole e provato, verranno ulteriormente impoverite e il futuro dei nostri figli verrà compromesso».

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