La manifestazione
«Provinciona? Meglio la Liguria»
Sale in Lunigiana la voglia di secessione dalla Toscana Jacopo Ferri: ci hanno svenduto. E Pedrini rispolvera Lunezia
PONTREMOLI. «Andiamocene dalla Toscana». Arriva dal consigliere regionale Jacopo Ferri (Pdl) il nuovo strappo in terra di Lunigiana sul riordino delle province toscane. Il maxi accorpamento tirrenico di Massa-Carrara con Pisa, Livorno e Lucca fa storcere il naso nell'estremo Nord della regione e le spinte “separatiste”, già portate avanti dal sindaco di Zeri Egidio Pedrini, trovano ora un sostegno addirittura a Firenze.
«Sul riordino delle province Il presidente Rossi, il Pd e la maggioranza in regione hanno svenduto ancora una volta la Toscana – afferma Ferri - Quella varata è una riforma che grida vendetta: non produrrà vero risparmio e snaturerà il territorio tradendone anche la storia. Bisognava o avere più coraggio ed eliminarle tutte o riordinarle con buon senso e rispetto, come del resto in molti avevamo chiesto. Ma Rossi ha nascosto le divisioni della sua maggioranza in una pilatesca resa interessata. In Toscana avremo ora province giganti e province mignon: semplicemente ridicolo. Per la Lunigiana poi significherà marginalizzazione assoluta, anche assai peggiore di quella che abbiamo subito per decenni. Credo sia giusto che la popolazione possa pronunciarsi rispetto a scelte di appartenenza territoriale diverse: la Spezia o Parma, la Liguria o L'Emilia».Aldilà della bagarre politica, l’attacco del consigliere Pdl rischia in Lunigiana di mettere in moto una macchina che punta all'organizzazione di uno o più referendum per richiedere il passaggio ad altra regione.
«Oggi il telefono mi ha squillato per tutto il giorno – dice trionfante Pedrini – da Pontremoli da Podenzana, da Mulazzo, da Tresana. L'avevo previsto: appena ci si renderà conto che da oggi in poi bisognerà pensare di andare a Livorno per trovare il capoluogo, la gente si arrabbierà. Colgo con piacere le parole di Ferri, diciamo che si è redento sulla via della Spezia».Tecnicamente fattibile? Bisogna creare un comitato, adempiere ad una serie di questioni burocratiche e indire una votazione pro o contro il cambio di regione. Fattibile sì in teoria, ma di certo non immediato. «Non ho fretta – dice Pedrini – il tempo gioca a nostro favore perché la consapevolezza che questa riforma penalizza i lunigianesi e non permette di risparmiare, può solo crescere. Aspetto da Ferri un passo in più: dica che vuole fare una nuova provincia. E non nego che anche l'idea di rispolverare Lunezia oggi ha preso una nuova forza. Si tratta della regione discussa in fase di Costituente che vedrebbe assieme la Spezia, Massa-Carrara, Parma, Reggio Emilia e Mantova. Se la domanda che ci facciamo è cosa conviene al cittadino, questa è una risposta sensata». A questo punto anche Pontremoli, rimasta alla finestra fino ad oggi, potrebbe esprimersi per la fuga dalla Toscana che certamente non dispiacerebbe ad alcuni assessori e consiglieri che si sono espressi in via personale.
La voglia secessionista della Lunigiana (che ha radici storico culturali ben meno forti sulla costa) trova a sorpresa una sponda in Paolo Baldini, assessore del Pd in provincia. «Non vedo nulla di buono – dice in sostanza – nell’accentramento di servizi e funzioni che porterà questo riordino. A questo punto mi parrebbe più razionale e sensata un’unione con La Spezia».
Andrea Bonatti
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