Il dolore
La Cgil: «L’Asl tagli dirigenti, non servizi»
MASSA. «L'intervista rilasciata al Tirreno dalla dottoressa De Lauretis, nella quale evidenzia che il bilancio Asl sarà in pareggio nel 2013, ci lascia fortissime perplessità di fondo. Pur...
MASSA. «L'intervista rilasciata al Tirreno dalla dottoressa De Lauretis, nella quale evidenzia che il bilancio Asl sarà in pareggio nel 2013, ci lascia fortissime perplessità di fondo. Pur condividendo l'obbiettivo di portare in equilibrio il bilancio garantendo funzionalità e qualità ai servizi erogati ai cittadini, non condividiamo la strada che si sta seguendo». Così La Cgil, per bocca dei segretari della funzione pubblica e dello Spi Guerra, Zanzanaini, Triacca. Intanto la questione è che per la Cgil sono stati fatti tagli «indiscriminati e lineari nei servizi alla cittadinanza. Ne stanno facendo le spese, i servizi territoriali, i pazienti e gli operatori del settore più debole che è quello dell'integrazione socio-sanitaria, mentre quando si incide sui servizi la stretta è su quelli forniti dalle cooperative con i lavoratori peggio remunerati»..
Si insiste: »«Da un lato nel servizio Cup si sono creati nuovi poveri con la riduzione drastica del monte ore e il cambio di contratto ed ora si continuano a tagliare ai cittadini servizi resi da lavoratori della cooperazione in appalto (ADI, Assistenza Psichiatrica, assistenza domiciliare agli anziani, etc) con riduzione di ore e conseguentemente messa in cig in deroga di lavoratori che poi andranno in esubero, mentre dall'altro si confermano in servizio Dirigenti "ammanicati" che hanno raggiunto i limiti pensionistici o si richiamano medici in pensione come consulenti. Ci pare un modo di intervenire sulla spesa più montiano che toscano, visto che fa ricadere sugli utenti più deboli e sui lavoratori la colpa dei disastri della politica e dei passati Direttori, superpagati dalla Regione. Prima che siano eliminate davvero tutte le sacche di privilegio e le spese improduttive non si possono chiedere sacrifici alla base della piramide. Lo diciamo a Monti purtroppo inascoltati, ma in Toscana ci aspettiamo una diversa volontà di incidere sulla spesa improduttiva anziché sui servizi. E' questa la vera portata della sfida da affrontare».
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