Sicurezza
Maxi provincia tirrenica Pucci e Zubbani: bene così
Effetto accorpamento: 33 poltrone in meno, ridotti a 24 i consiglieri di Massa Evitata l’aggregazione con Prato e Pistoia, soddisfatti i sindaci e anche Angeli
MASSA. Tutti (o quasi) a casa: il decreto del governo per il riordino delle province cancella – come ormai era annunciato da tempo – la Provincia di Massa Carrara per accorparla con Lucca, Pisa, Livorno. Nascerà così una maxi provincia con quasi un milione e mezzo di abitanti, 111 Comuni e oltre 6.500 chilometri quadrati di superficie in cui Massa Carrara (200mila abitanti, 17 comuni, 1.156 chilometri quadrati di superficie) sarà una “frazione”. Una rivoluzione per il territorio che avrà effetti non ancora del tutto valutabili, sia sul piano del risparmio di risorse pubbliche (che è poi l’obiettivo del riordino messo a punto dal governo Monti), sia dal punto di vista della ricaduta sui cittadini in fatto di servizi, disagi, ecc.
Di sicuro, questo si può già dire, ci saranno almeno due conseguenze di tipo politico. La prima: alle prossime elezioni, aprile 2013, si eleggeranno solo 24 consiglieri, contro i 40 attuali e i 32 previsti fino a ieri. Massa, infatti, non sarà più capoluogo di provincia e, quindi, avrà un consiglio comunale di 24 membri.
La seconda: spariranno il presidente, gli otto assessori e i 24 consiglieri di Palazzo ducale con uno sfoltimento della classe politica locale che avrà ripercussioni sugli equilibri tra partiti nella spartizione delle poltrone. Scomparirà, anche, ma questa è solo un’ipotesi, la prefettura. E con essa potrebbero essere declassate, o trasferite, altre sedi periferiche dello Stato (come, ad esempio, il Genio civile).
Tutto da decidere, invece, per i dipendenti della Provincia. I quali, pare ovvio, non saranno licenziati e neanche trasferiti nella futura sede della maxi provincia di costa (Pisa, probabilmente, ma anche questo è da decidere: Livorno non mollerà senza combattere lo scettro di capoluogo). Ma lavoreranno in una struttura che sarà inevitabilmente riorganizzata.
Comunque, se qualcuno si aspettava proteste e barricate, ha sbagliato previsioni. Osvaldo Angeli, che passerà agli annali come ultimo presidente della provincia e strenuo oppositore dell’abolizione dell’ente, parla ora di “male minore”. Mentre i sindaci di Carrara e Massa si dichiarano “contenti” e rivendicano di avere sostenuto proprio questa soluzione.
Il clima, insomma, è quello dello scampato pericolo. Perchè tra le ipotesi in campo (per un certo periodo, anzi, l’ipotesi prevalente) c’era quella della creazione di un’aggregazione Massa-Lucca-Pistoia-Prato, considerata un po’ da tutti un “mostro” geopolitico.
«Con questo riordino – commenta Angeli – si va verso la ricomposizione di un’area vasta di costa, cioè di un’integrazione fra territori in buona misura omogenei, che già ha dato frutti. Assurdo sarebbe stato essere insieme a Prato e Pistoia».
Quasi entusiasta il sindaco Roberto Pucci: «Sono contento, nascerà una provincia di peso, ricca di infrastrutture e di potenzialità, una prospettiva che può cambiare in meglio il territorio. Ora la sfida è di creare un tessuto omogeneo, da qui a Livorno, a cominciare dal trasporto pubblico con metropolitane di superficie, integrazione di servizi... Del resto qeusto era la linea appoggiata, oltre che da me, da Zubbani, dai sindaci di Pisa, Livorno e Lucca, anche se quest’ultimo si è poi sfilato» .
Soddisfatto anche Angelo Zubbani, sindaco di Carrara: «Si è evitato il mostro dell’accorpamento con Prato, e questo è già un risultato, e si è scelto di unificare province che hanno territori e problematiche più omogenee. Ora inizia una nuova fase per la costruzione di servizi policentrici e per noi la sfida di tutelare i nostrri concittadini».
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