Il Tirreno

rinnovo dell’integrativo

Interrotte le trattative, due giorni di sciopero nel marmo

CARRARA. Lo scoglio è la parte economica: e lì si è inceppata ieri la trattativa fra sindacati e Assindustria per il rinnovo del contratto integrativo provinciale del marmo, che interessa circa...

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CARRARA. Lo scoglio è la parte economica: e lì si è inceppata ieri la trattativa fra sindacati e Assindustria per il rinnovo del contratto integrativo provinciale del marmo, che interessa circa duemila lavoratori fra cave e piano. Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno proclamato due giornate di sciopero, la prima lunedì 5 novembre per i lavoratori delle cave e martedì 6 sempre per l’intera giornata, per i lavoratori di segherie e laboratori.

In un comunicato sindacale viene spiegato il perché della protesta: «Le proposte degli industriali rispetto alle nostre sono ancora lontane. Le aziende del settore stanno guadagnando e ai lavoratori vogliono dare le briciole. Il contratto provinciale è un diritto, dobbiamo riconquistarcelo». I sindacati invitano gli operai a partecipare compatti alle due giornate di sciopero e ai presidi che verranno fatti al ponte di ferro e davanti alle aziende più significative del settore lapideo. «Se queste iniziative non dovessero produrre nessun risultato positivo, seguiranno altri scioperi». Insomma linea dura dei tre sindacati (che hanno avvisato anche i cobas del marmo, per una eventuale loro adesione).

La piattaforma sindacale era stata presentata da tempo, e in un primo momento l’associazione industriali aveva frenato sull’avvio delle trattative, che poi sono cominciate pochi giorni fa. Al terzo incontro i sindacati hanno ritenuto di dover interrompere per ora le trattative, «visto che – dicono – la distanza fra la nostra proposta e quella degli industriali era eccessiva».

In sostanza, nella piattaforma, per quanto riguarda la parte economica, venivano chiesti aumenti (da quantificare in sede di trattativa) sulle varie voci, dalla indennità di mensa al premio di risultato. I sindacati hanno ritenuto di accorpare le singole richieste di aumento, in una sola voce complessiva , da inserire nel nuovo integrativo e quindi in busta paga. Ma sulla cifra (per ora top secret) messa sul piatto della bilancia, Assindustria sull’altro piatto ne ha messa un’altra, inferiore. «Per convincere la controparte delle nostre ragioni, – dicono fonti sindacali – abbiamo solo un’arma: non ci resta che lo sciopero. Se gli industriali non ci riconvocheranno incrementando la loro prima offerta, seguiranno altri scioperi».

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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