Attenzione
Il Pd sulle colonie «Niente case, solo alberghi»
Presentata una richiesta di modifica al piano strutturale Berti: «Il 25% di incentivo residenziale è un regalo ai privati»
MASSA. Niente case, niente parziale riconversione in residenze, come incentivo ai privati per il recupero alla destinazione alberghiera delle ex colonie. «Stop alle seconde case, ce n’è anche troppe». No anche, come metodo e sostanza nel caso, ad un recupero delle ex colonie “caso per caso” , demandato ad un disciplina di dettaglio come è il regolamento urbanistico piuttosto che ad un vero piano particolareggiato.
Il Pd, dopo il caso di Riva dei Ronchi e del dimensionamento dell’Utoe 6 Ronchi- Poveromo, mette i paletti e dice la sua sulla variante al piano strutturale. E lo fa presentando una “osservazione”, una richiesta di modifica, al piano urbanistico. Una richiesta che cozza contro la linea dell’amministrazione comunale e che certamente non faciliterà le operazioni di ricucitura del centro sinistra. Vero, Uilian Berti, capogruppo consiliare del Pd?
«Non lo so. Il Pd ha presentato le osservazioni al piano strutturali in perfetta coerenza con quanto ha finora sostenuto in tutte le sedi istituzionali. Lo spirito è costruttivo: nel caso di cercare di modificare delle storture che a nostro avviso possono avere effetti negativi sullo sviluppo del territorio».
Torniamo alle ex colonie, 24 in tutto. Alcune sono in grave degrado, altre hanno indirizzi diversi, da quello scolastico (vedi l’Alberghiero) a quello socio sanitario (la Don Gnocchi). Quelle in grave degrado potrebbero, con grossi investimenti dei privati, tornare ad avere valenza turistica come alberghi. Per agevolare questa riconversione l’amministrazione comunale ha deciso di dare come incentivo fino al 25% del volume in residenziale. Perché siete contrari?
«Perché di seconde case, e lo dicono anche i progettisti del piano strutturale, ce ne sono anche troppe. Gli incentivi potrebbero essere anche di altra natura, fiscale, tributaria. Ma le seconde case no, non servono».
Non vi piace dunque il progetto di riconversione presentato dalla società proprietaria della Turimar?
«No, non ci piace. Ci sono seconde case e poi ancora case vacanze che potrebbero essere trasformate un giorno in altri appartamenti veri e propri. Il territorio ha bisogno di altro» Perché volete un piano particolareggiato solo per le ex Colonie?
»Perché il piano ha il vantaggio di fornire un quadro di insieme dell’intera area e delle strutture presenti, promuovendone la tutela e la valorizzazione e considerandole davvero come un unicum inscindibile. Il recupero dell’area delle ex colonie non può ad esempio prescindere da un recupero del water front che ne metta in bella vista i prospetti principali, creando una promenade, tipica delle coste mediterranee, che non può essere rimandata al regolamento urbanistico, ovvero vista come elemento di dettaglio, da verificare caso per caso. L’incentivo del 25% di residenziale appare mirata solo per alcune ex colonie di proprietà di noti gruppi imprenditoriali ed è destinata a far aumentare il numero delle seconde case non occupate. Ce ne sono già 6000 nella linea di costa, una esagerazione. E’ difficile pensare poi che gli alloggi così ricavati dalle ex colonie vadano a soddisfare le esigenze abitative dei massesi. E c’è di più...».
Che cosa consigliere Berti?
«Gli operatori turistici devono essere tali e credere in investimenti per creare servizi qualificati a favore dei turisti e più in generale della collettività. Al momento prevale invece l’idea della premialità in termini di appartamenti da vendere, della monetizzazione immediata dell’investimento. Non ci stiamo».
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