La manifestazione
«Pagheremo soltanto i lavori svolti»
Ultimatum dell’Unione dei Comuni all’Aimeri dopo le nuove lamentele dei cittadini costretti a tenere in casa la spazzatura
FIVIZZANO. «Oggi le prime risposte le dobbiamo dare ai cittadini, che pagano una tassa sui rifiuti per ricevere un servizio adeguato. Pagheremo solo per i lavori effettivamente svolti».
L'annuncio di Cesare Leri è chiaro: il credito di Aimeri Ambiente, se mai c'è stato, è proprio finito. L'Unione dei Comuni della Lunigiana riceve quotidianamente sul tavolo un report con i dati della raccolta della spazzatura, che continua a funzionare a singhiozzo in Lunigiana. Sono decine ogni giorno le segnalazioni di disservizi che arrivano da parte della cittadinanza e la situazione rischia di diventare insostenibile, nonostante l'Unione dei Comuni metta in campo in questo periodo i propri mezzi per garantire il servizio.
«Il porta a porta diciamo che oggi ha bene o male funzionato nonostante tutto - dice Leri - ma qua ogni giorno c'è da fare un nuovo punto della situazione tra lamentele dei cittadini, e i resoconti che facciamo noi dell'Unione ma anche i Comuni e le varie Polizie locali. Non ci facciamo sfuggire nulla e salderemo solo quello che è realmente dovuto perché i primi da tutelare oggi sono gli abitanti. Semplicemente se un servizio non è stato svolto, il pagamento sarà sospeso».
L'azienda lombarda come si sa non versa in buone acque, e sono tantissimi gli enti locali in tutta la Penisola - dal Piemonte alla Sicilia, da Alassio e Bronte - che lamentano ritardi e disservizi. A cui in Lunigiana si unisce il dramma di dieci dipendenti, che vedono il posto di lavoro a forte rischio.
«Stiamo verificando che tutte le condizioni scritte sul contratto siano soddisfatte – prosegue Leri – Abbiamo già mandato diverse comunicazioni alla ditta, e adesso sono in corso tutta quella serie di passaggi tecnici e amministrativi che il caso richiede perché la situazione si risolva. Non voglio dire altro perché non è il momento». E' insomma sempre più probabile che si vada verso la rescissione del rapporto con la ditta, un percorso non di immediata attuazione e per cui ci potrebbero volere settimane per assolvere a tutte le burocrazie. Ma potrebbe non finire qui: se le inadempienze saranno provate, a questo punto potrebbe diventare plausibile anche una richiesta danni. Per adesso siamo ancora in una fase di verifica.
«Ancora oggi aspetto di sentire l'azienda – afferma Leri - ho scritto più di una volta senza mai ricevere una risposta diretta. Dall'amministratore delegato o dal presidente non è arrivata una riga. Noi ci stiamo mettendo veramente tutto il nostro impegno, ma a questo punto serve chiarezza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
