Il Tirreno

Cassonetti pieni, salta la raccolta rifiuti

di Gianluca Uberti

Appello di Paolo Guerra (Cgil Fp): per risolvere l’emergenza intervenga l’Amia o l’Asmiu

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AULLA. A dieci giorni dall’incontro in prefettura, quando il vice prefetto Valerio Antonio Romeo intimò alla ditta Aimeri, che raccoglie i rifiuti per conto dell’Unione di Comuni Montana in tutta la Lunigiana, di ripristinare completamente il servizio, nulla è cambiato sulle strade e anzi la situazione sembra peggiorare sempre di più, lentamente ma inesorabilmente. Infatti, bastava fare un giro ieri mattina ad Aulla per rendersi conto del crescente accumulo dei sacchi colorati per la spazzatura fuori dalle porte delle case, a dimostrazione del fatto che questi non vengono ritirati dai mezzi della ditta Aimeri. Inoltre, anche i cassonetti condominiali risultano stracolmi.

Il problema non è soltanto di decoro, ma anche igienico, visto che molti cittadini segnalano la presenza di topi che si aggirano attorno ai rifiuti.

Altra conseguenza è rappresentata dal vergognoso proliferare di mini discariche abusive disseminate sul territorio, anche perché non tutti, a fronte della mancata raccolta differenziata “porta a porta”, sono disposti a tenersi la spazzatura in casa per giorni.

Il tutto accade mentre l’Unione di Comuni Montana della Lunigiana starebbe valutando la possibilità di arrivare ad una rescissione anticipata del contratto con l’azienda di Rozzano di Milano.

Circolano, poi, voci in base alle quali, in caso di rescissione anticipata del contratto, al posto della Aimeri arriverebbe una società denominata Idea Ambiente, ma di più non è dato sapere. «Voci a parte, per fare fronte all’emergenza sarebbe bene che la raccolta dei rifiuti - spiega il segretario generale della Funzione pubblica della Cgil di Massa Carrara, Paolo Guerra - venisse presa in pugno da altre aziende, magari da Asmiu e Amia, di concerto con il Cermec».

Ricordiamo che la situazione di crisi dell’azienda lombarda è precipitata nelle ultime settimane, con la raccolta dei rifiuti che avviene a singhiozzo sulle strade, mentre le prospettive future parlano di dieci licenziamenti nell’organico, otto operai e due amministrativi, in Lunigiana. Infatti, la Aimeri, che avrebbe un deficit di 130 milioni di euro a livello nazionale, sarebbe ormai priva di mezzi, poiché questi sarebbero rotti e non verrebbero sostituiti o riparati, e addirittura quei pochi che ancora circolano verrebbero riforniti di carburante con difficoltà, a causa del fatto che l’azienda lombarda non avrebbe nemmeno più il denaro per fare il pieno di gasolio.

Una situazione che vede, come spesso accade, i lavoratori fra l’incudine e il martello, oggetto delle critiche dei cittadini/utenti, pur non avendo colpe per i crescenti disservizi, ma anzi dimostrando grande senso di responsabilità nel cercare di portare avanti la raccolta pur in

una situazione di emergenza. Da sottolineare che l’incontro di dieci giorni fa è scaturito dalle segnalazioni alla Prefettura della Rsa della ditta Aimeri e dalla Funzione pubblica della Cgil.

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