Il Tirreno

Bambini sottratti, tante storie di dolore

Bambini sottratti, tante storie di dolore

E la mamma del ragazzino che minacciò i compagni con le forbici: «Lo vedo ogni 15 giorni, si può?»

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Per Benedetta, Leonardo e Nicolò ''I diritti negati dei bambini sottratti e scomparsi in Italia e in Germania”, questo il titolo del convegno tenutosi presso la Sala di Rappresentanza del Comune, con la partecipazione dell’Assessore provinciale Sara Vatteroni e l’Associazione A.r.pa.

L’occasione, il compleanno di Benedetta, la nipotina di Claudia Bienaimé, consigliere comunale per dell’Idv.

Dopo le vacanze di Pasqua 2011 infatti la madre della bambina, si è resa irreperibile, portando con sé Benedetta, di appena 5 anni: da allora il padre e la zia non ne sanno più nulla, ma Claudia Bienaimé non si arrende: «Vorrei che dovunque si trovi, mia cognata sappia che amiamo Benedetta e vorremmo soltanto darle qualcosa in più di ciò che già ha e mai toglierle nulla».

Un accorato appello insomma per sottolineare quanto non sia intenzione della famiglia sottrarre alcun diritto alla madre, ma esclusivamente poter ridare alla piccola un po’ del loro amore.

E il momento era buono, per ricordare il numero esorbitante di diritti negati alle famiglie: la presentazione del libro di Marinella Colombo, “Non vi lascerò soli”, edito da Rizzoli infatti, descrive minuziosamente tutto ciò che a un genitore straniero è negato in Germania.

E quel che Colombo narra ha davvero dell’incredibile, svelando il sistema ''Jugendamt'', istituzione - ha affermato - «inventata da Himmler nel periodo nazista e tornato a controllare il diritto famigliare tedesco dopo l’unificazione della Germania».

Marinella Colombo, linguista e profonda conoscitrice della lingua tedesca, apre una finestra che - a suo avviso - da troppo tempo tutti gli Stati membri dell’Unione, hanno teso a nascondere in nome di accordi economici e finanziari con la Germania, «mentre questa nazione discrimina i genitori stranieri e si arricchisce attraverso i figli binazionali come Leonardo e Nicolò appunto, figli di Marinella e del suo ex marito, tedesco e adesso residente con loro a Monaco di Baviera».

E la denuncia di Marinella Colombo è nei confronti della Germania (il 12 dicembre ci sarà per questo un incontro al Tribunale di Strasburgo), ma anche nei confronti dello Stato italiano che, più di altri, lascerebbe i genitori italiani del tutto soli di fronte allo strapotere tedesco.

«La storia di Claudia - afferma inoltre Marinella Colombo - è lo specchio della mia: evidenzia ancora una volta quanto il nostro Stato non si attivi per far valere i diritti dei nostri figli».

Ma sulla conclusione l’incontro ha avuto anche attimi di tensione: presenti in sala buona parte delle assistenti sociali del Comune ed alcune madri che si sono viste sottrarre i figli per affidarli in struttura.

Fra loro anche la madre del bambino che venne allontanato dall’aula scolastica tramite l’intervento della polizia perché aveva impugnato un paio di forbici (l’episodio risale al febbraio del 2009, nell’occasione era stato anche spaccato un vetro): prelevato dalle forze dell’ordine al piccolo, adesso sedicenne, non fu permesso di rientrare a casa ma inserito direttamente in una struttura di una città del Centro Italia.

Afferma la mamma del bambino: «Sono tre anni che posso vedere mio figlio solo una volta ogni 15 giorni, per 3 ore tramite un colloquio protetto», afferma la madre, che aggiunge: «Alla domanda rivoltagli dal giudice mio figlio stesso ha risposto "non so perché mi abbiano portato qui" e, ad essere sincera non lo capisco neppure io».

Barbara Monaco

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa