Finanza
Strada invasa per due ore da operai Nca
Nella protesta davanti al cantiere (con nave in ostaggio) anche lavoratori di ditte ”satelliti”: urgente l’incontro a Roma
CARRARA. Sono scesi nuovamente in strada, ieri mattina, i lavoratori Nca, e con loro diversi dipendenti di ditte “satelliti”, cioè che hanno appalti dentro il cantiere navale. Lo scopo era quello di sollecitare l’incontro a Roma, per accelerare i tempi delle decisioni, in merito al futuro dello stabilimento e ai piani industriali dei tre soggetti che hanno presentato le manifestazioni di interesse.Ieri dalle 8,30 alle 11 il viale Colombo davanti al cantiere è stato bloccato dalle tute blu, in sciopero da giorni e in cassa integrazione in deroga, ma non è stato interrotto il servizio pubblico dei bus, che hanno circolato nei due sensi regolarmente. Le forze dell’ordine hanno deviato il resto del traffico veicolare in altre strade alternative.
Intanto è arrivata al sindaco Angelo Zubbani (indirizzata anche al presidente della Provincia Angeli, al sindaco Pucci, al ministero dello sviluppo, e ai ni sindacati) una lettera dell’assessore regionale Gianfranco Simoncini nella quale la Regione si dichiara impossibilitata a entrare nel capitale dell’eventuale futura società acquirente di Nca, mentre potrebbe entrarvi Invitalia nel caso che venga fatto ricorso alla legge 181 sui finanziamenti.
Ma ai lavoratori, ora interessa soprattutto che le istituzioni facciano presto a prendere decisioni, e non dimentichino le promesse fatte, in quanto fra un mese finirà il 2012 e Nca potrebbe essere messo in liquidazione.
Ieri i lavoratori hanno chiesto, tramite il commissariato di polizia, un incontro al prefetto, che li ha convocati per questa mattina. All’incontro interverrà la rsu con le segreterie sindacali.
«Il blocco del varo non ci sembra più sufficiente – hanno detto ieri i membri della rsu – perché a Roma non si sblocca nulla. Siamo pronti ad alzare i toni della protesta, il malumore fra i lavoratori sta aumentando. La nave bloccata in bacino resta uno strumento per fare pressioni verso chi da mesi deve darci risposte. Peraltro, alcuni lavori sulla nave secondo noi sarebbero possibili anche se è in bacino, ma l’azienda vuole varare». Secondo gli operai anche la costruzione delle piattaforme per la Costa Concordia potrebbe essere avviata. E così continua il braccio di ferro tra maestranze e dirigenza. La vertenza coinvolge anche le ditte che hanno appalti in cantiere. E i loro dipendenti sono a fianco di quelli di Nca. Perché temono la disoccupazione.
Massimiliano Cusimano, 41 anni, della Soltec di Palermo ieri mattina era con gli operai Nca in strada: «Vogliamo che il cantiere vada avanti ma siamo messi male. Io faccio il pendolare tutti i giorni da Lecce, ho moglie e due figli da mantenere, 700 euro di affitto da pagare, rischio lo sfratto. Qua siamo solidali con i lavoratori Nca. Di lavoro a Palermo non ce n’è, e speravamo in questo a Carrara. Monti ha detto che il lavoro deve essere flessibile, variabile, beh, noi abbiamo ormai fatto tutti i lavori del mondo, ci resta solo – ma è una battuta – di andare a rubare per poter vivere». Pierpaolo Dazzi, 44 anni, moglie e una figlia. Lavora per la ditta Guastini della Spezia. «Diamo una mano agli operai Nca, ma anche noi siamo preoccupati, perché altrove prospettive di lavoro non ce n’è. Sono stato assunto da un anno e mi ritrovo in questa situazione». I lavoratori Nca, sono da luglio in cassa integrazione in deroga: «Ma non la stiamo perpecendo. Sapevamo che c’erano dei ritardi, e così ci stanno facendo degli anticipi sul trattamento di fine rapporto». In mattinata è arrivata la convocazione della rsu da parte del prefetto. L’esito dell’incontro verrà comunicato ai lavoratori. La Tecnomar Admiral, uno dei pretendenti al cantiere, che (ha fatto sapere) potrebbe ritirare l’offerta se non avrà in cantiere le condizioni che ritiene necessarie alle proprie verifiche, attende, come spiega il direttore legale Stefano Pacciani «che Invitalia, nostro interlocutore formale, ci faccia sapere qualcosa. Noi attendiamo finché possiamo».
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