Attenzione
Sciupato il 36% dell’acqua Aria non controllata
MASSA. Al quarantesimo posto su 45, un peggioramento, rispetto alprecedente report, di 12 posizioni. È scoraggiante la classifica occupata da Massa nel XIX rapporto di ecosistema urbano redatto da...
MASSA. Al quarantesimo posto su 45, un peggioramento, rispetto alprecedente report, di 12 posizioni. È scoraggiante la classifica occupata da Massa nel XIX rapporto di ecosistema urbano redatto da Legambiente in collaborazione con Il Sole 24 Ore e Ambiente Italia. La pagella del capoluogo apuano è la peggiore fra le città toscane e del centro nord: performance più deludenti vengono fatte solo dalle province del sud.
Secondo il rapporto Massa è al penultimo posto a livello nazionale nei consumi idrici, ultimo nella produzione dei rifiuti (nel senso che è la città che ne produce di più per abitante), trentaseiesimi su quarantacique (fra le piccole città) nel trasporto pubblico passeggeri, quarantaduesimi su quarantacinque nell’offerta di trasporto pubblico. Non solo: il Comune non ha fornito molti dei dati rischiesti, cosa che peggiora la classifica ma è anche il sintomo, secondo Paolo Panni, presidente del circolo di legambiente Massa Montignoso, del ritardo dell’amministrazione: «Come è possibile – dice – pianificare le politiche ambientali e la costruzione di risposte adeguate se l’amministrazione non ha idea dell'entità del problema perchè non in possesso di informazioni?» Il Comune, ad esempio, non ha fornito dati (richiesti dalla stessa Legambiente) sulla qualità dell’aria. «Ma come è possibile – attacca ancora Panni –che non ci sia un sistema di monitoraggio delle emissioni quando l’Aurelia e via Carducci sono attraversate ogni giorno da centinaia di mezzi, anche pesanti, spesso con cassoni non chiusi con evidenti problemi di inquinamento?»
Ci sono, invece, i dati sui consumi idrici. E sono pessimi: a Massa si consumano 226,5 litri di acqua per abitante al giorno. A Firenze, tanto per fare un raffronto, 137,5 litri; ad Arezzo 110. In compenso evince si sciupa un terzo dell’acqua immessa nella rete idrica: il 37% viene perso nella fase di distribuzione.
Meglio vanno le cose nell’estensione del verde: siamo al 4° posto tra le città piccole e al 3° per metri quadrati di aree verdi pubbliche nelle aree urbane. Troppo poco, però per non essere bocciati in sostenibilità ambientale.
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