Il Tirreno

giustizia

La procura è in affanno, interviene Genova

La procura è in affanno, interviene Genova

Il pg Vito Monetti ha incontrato Giubilaro. Organico ridotto all’osso

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Il procuratore generale di Genova, Vito Monetti, nei giorni scorsi è venuto a Massa per parlare con il procuratore capo Aldo Giubilaro. È stata una visita “pastorale”, come ci tiene a puntualizzare Monetti, ma in realtà dietro si nasconde il malessere della procura apuana. Troppe inchieste importanti che stanno arrivando nella fase cruciale (il buco dell’Asl, le frane di Lavacchio e di Mirteto) e troppi processi che devono essere seguiti dai pm. Tradotto: non ci sono gli uomini per poter seguire tutto. Il procuratore generale ha preso atto della situazione (Massa-Carrara è sotto Genova) e ha consigliato di seguire i procedimenti che riguardano i reati più grossi, ma non ha detto di tralasciare il resto. Ha chiesto pazienza in vista di una riorganizzazione.

Intanto la procura di Massa-Carrara attende di conoscere l’esito del bando per sostituti procuratori. C’è da sostituire, ormai da quasi un anno, il pm Federico Manotti. Una domanda per la sede apuana è stata presentata. È quella di Massimo Mannucci, magistrato che da anni lavora a LIvorno. Il primo bando per l’assegnazione del posto vacante non aveva avuto alcuna manifestazione di interesse da parte di magistrati in possesso dei requisiti. Se non fosse arrivata la domanda di Mannucci il Csm avrebbe decretato Massa-Carrara sede disagiata. E quindi sarebbe diventata appetitosa soprattutto per le agevolazioni economiche che vengono riconosciute a chi accetta il trasferimento.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa