Finanza
Mareggiata devasta Ronchi e Poveromo
Cabine e strutture divelte dalle onde, bar e stabilimenti allagati, spiaggia scomparsa, «danni incalcolabili»
MASSA. Prima o poi doveva arrivare.Ed è arrivata, nella notte fra sabato e domenica, fortissima, con vento oltre i 60 chilometri l’ora onde alte più di 4 metri. Implacabile: una mareggiata come non se ne vedevano da tempo che si è fatta un baffo di scogliere, di geotubi e barriere soffuse. Provocando danni da piccolo tsunami.
Cabine schiantate, spiaggia letteralmente scomparsa, il mare che arriva a lambire il viale lungomare, bar e ristoranti degli stabilimenti allagati, giochi per bambini che galleggiano fra le onde. Così appariva ieri mattina la spiaggia fra Ronchi e Poveromo. Almeno un chilometro di spiaggia devastato dalle onde che hanno distrutto il bagno Palmo, portato via passerelle e strutture al Bemi, al Roma, Pupa e Mocambo, Ida, Delfino e decine di altri stabilimenti. Dall’altra parte del litorale, zona colonie, il mare ha scavalcato le scogliere ed è arrivato sulla strada (ieri precauzionalmente chiusa al traffico).
La mareggiata ha dimostrato, se ce ne fosse ancora stato bisogno, la nullità delle opere anti erosione finora realizzate.Almeno a Ronchi-Poveromo, mentre nella zona centrale di Marina di Massa gli effetti sono stati più contenuti e, tutto sommato, non hanno provocato danni. I balneari sono in ginocchio, sgomenti; i danni riportati dalle strutture sono in alcuni casi davvero pesanti. Gli ammassamenti di sabbia che alcuni bagni avevano messo a protezione di cabine e servizi sono serviti a poco, ancora di meno le paratie in legno. Il Roma, il Bemi, il Mocambo si affacciano ormai sulle onde, il Palmo Mare è stato – ed è, se non sbagliamo, la terza volta –, distrutto dalla mareggiata; passerelle in legno o in cemento, paratie di protezione sono state divelte dalla forza del mare che ha riempito l’intero litorale di tonnellate di tronchi, sterpi, rifiuti di ogni genere trascinati dai torrenti in piena.
«Siamo tornati indietro di vent’anni. I lavori iniziati e non finiti di anti erosione, come le scogliere, provocano questi enormi danni. Abbiamo l’acqua contro le strutture e stiamo andando letteralmente in mare. A maggio le opere dovevano essere finite, invece sono rimaste sospese per i termini burocratici e noi di nuovo abbandonati al nostro destino. Speriamo di sopravvivere all'inverno. Sono ormai tre anni che i lavori di ripascimento devono essere finiti, ma alla fine nulla è stato fatto», dice sconsolata Manuela Bertelloni del Bagno Anna.
Guai grossi anche per Martina Perini del bagno Paraflight: «Servizi igienici per i disabili e la doccia calda danneggiati. Compromesso il rimessaggio delle moto d’acqua. Il mio ristorante è allagato e anche le cabine sono in forte pericolo».
Sfiduciato il proprietario del Palmo Mare Enzo Sermattei: « Alla Provincia non chiedo nulla perché sono persone inesistenti, il paesaggio desolante che ci troviamo davanti questa mattina parla da solo. La politica dei geotubi si è dimostrata un fallimento, non ho la minima idea di come affrontare l'inverno. Ho già trenta cabine in acqua e la casa di legno è crollata. I danni sono inestimabili. Non so come devo affrontare il futuro».
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