La manifestazione
«Il guado ha retto, polemiche inutili»
Claudio Novoa sindaco di Mulazzo prende posizione dopo la piena che ha sommerso la struttura sul Mangiola
MULAZZO. «Il guado ha svolto appieno il compito per il quale è stato progettato, ossia quello di poter essere riutilizzato dopo la piena del torrente Mangiola che lo ha sommerso sotto due metri di acqua e fango». Così esordisce il sindaco Claudio Novoa commentando la nuova emergenza meteo che, da venerdì scorso, ha messo a dura prova l’apparato di sicurezza allestito in un comprensorio uscito malconcio dall’alluvione di 12 mesi fa.
Ironia della sorte: la distruzione causata dalla calamità del 25 ottobre dello scorso anno, è stata sfiorata quasi nella stessa data.
Infatti nella giornata di venerdì scorso, 26 ottobre, una nuova ondata di maltempo si è abbattuta sulla Lunigiana, per fortuna non uguale a quella del 2011.
Grande pioggia, comunque, che ha causato problemi, come nel caso, appunto, del guado sul Mangiola, posto sulla strda che dall’Arpiola conduce al borgo storico di Mulazzo.
«Del resto stiamo parlando di un guado e non di un ponte - rimarca ancora Novoa - e questa, non dimentichiamolo, è una grande differenza. La struttura ha retto bene, anche se qualcuno intende fare polemica. È stata concepita per resistere alle intemperie di questo tipo, come dimostra l’impianto di tubi che è uscito intatto dalla piena del torrente. Adesso basterà poco per risistermarlo e già da domani (oggi, per chi legge ndr) contiamo di riaprirlo alla circolazione veicolare. Infatti basteranno alcune camionate di ghiaia per riavere il riutilizzo del guado e quindi far risparmiare strada ai residenti, costretti a usare viabilità alternative per scendere al piano. Infatti adesso sono costretti a passare da Cravilla e Gavedo, allungando di alcuni minuti il percorso».
Il sindaco rimanda quindi al mittente le critiche, come quella di Lucio Barani che, in una nota, ha ricordato che il guado, «costato circa 600mila euro e inaugurato lo scorso 13 giugno dal presidente della Regione, Enrico Rossi e da quello dell’Unione dei Comuni, Cesare Leri, alla prima pioggia consistente, non ha retto».
E Novoa replica: «Se il guado, di per se stesso, è stato sommerso, non è un problema perchè ciò è previsto da chi lo ha progettato. Importante è, invece, che le altre strutture, che fanno sempre parte dei famosi 600mila euro, abbiano retto: parlo di rampe, scogliere e muri cellulari di contenimento, tanto per fare esempi, usciti intatti da questa prova. Per riattivare il guado basterà infatti poco tempo e, quello che più conta, pochi soldi».
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