Sicurezza
Registro delle unioni civili, il Pd si spacca
Via libera al registro delle coppie di fatto, ma nelle fila dei democratici Boggi e Boni votano contro
CARRARA. Il registro delle unioni di fatto è realtà anche a Carrara. Il l consiglio comunale ha approvato l'ordine del giorno presentato dal consigliere della Federazione della Sinistra, Giuseppe Scattina, non senza qualche attrito in maggioranza con tre voti contrari dei consiglieri di area cattolica. Con questo ordine del giorno il consiglio comunale impegna formalmente il sindaco e l'amministrazione Comunale ad istituire il registro delle unioni civili e a predisporne un apposito regolamento. Di cui già circola una bozza che sarà discussa nelle commissioni consiliari. «Abbiamo fatto un atto contro l'oscurantismo e per il riconoscimento di diritti laici e civili – afferma il consigliere Giuseppe Scattina, primo firmatario dell'ordine del giorno – è un forte segnale morale e pedagogico per l'opinione pubblico verso il riconoscimento dei diritti». Scattina risponde anche alle accuse, arrivate anche dalla stessa maggioranza, secondo cui il registro minerebbe i principi delle famiglie: «Nell'immaginario collettivo le coppie di fatto sono formate solo da omosessuali, invece la maggior parte delle coppie sono formate da persone sesso diverse e coppie di anziani vedovi. Anziani che si vogliono bene e che mettono insieme le proprie pensioni per arrivare in fondo al mese. Il registro non indebolisce il principio della famiglia e non è contrario a nessuna confessione religione perché non lede diritti semmai gli estende». La discussione sull'approvazione dell'ordine del giorno è durata più di un ora. Nonostante che nei giorni precedenti ci siano stati contatti tra i partiti e discussioni anche in seno alla maggioranza. Al momento del voto hanno alzato la mano contro tre consiglieri della maggioranza: Lucio Boggi e Carlo Boni del Partito Democratico e Luciano Tonarelli di Carrara Futura. Contrario anche Lanmarco Laquidara del Pdl che afferma: «La richiesta avanzata a proposito dell’istituzione di un apposito registro delle coppie di fatto, privo peraltro di ogni conseguenza giuridica, appare strumentale e carico di un significato esclusivamente politico che non può essere condiviso da chi crede che nella nostra tradizione culturale esistano valori da promuovere e istituti giuridici da difendere come la famiglia tradizionale». Si sono invece astenuti Federico Bonni (Movimento 5 stelle) e Maria Elena Musetti (Pdl) che dice «argomenti di tale portata debbano essere affrontati non solo a livello locale e la soluzione migliore sarebbe quella di sollecitare il Parlamento ad allineare l’Italia agli altri paesi dell’Unione Europea per promuovere uguali diritti e pari opportunità senza però distruggere il valore della famiglia». Favorevole al registro il presidente del consiglio comunale Luca Ragoni:«La politica ha il dovere di dare una risposta a queste richieste ed è qui che va ad inserirsi il Registro delle Unioni Civili. Certo il cammino è ancora lungo. È anacronistico considerare le coppie non sposate come se non esistessero dal punto di vista legale». Anticipazioni regolamento. Il regolamento dovrà essere ora discusso dalle commissioni consiliari che «per l'occasione – si augura Scattina – dovranno far partecipare le associazioni del territorio e la società civile». Una bozza da tempo, però, circola negli ambienti del consiglio comunale. Tra gli articoli che normano il registro al quarto vengono indicati i requisiti: «Possono chiedere di essere iscritte al registro delle unioni civili due persone maggiorenni, indipendentemente dal loro sesso, residenti e coabitanti nel Comune di Carrara».? E' poi specificato l'ambito in cui il Registro potrà avere una qualche valenza: «L’attestato è rilasciato per i soli usi necessari al riconoscimento di diritti e benefici previsti da atti e disposizioni dell’Amministrazione comunale». E, intanto il Movimento 5 Stelle sottolinea: «Le contraddizioni sono nella maggioranza prima del consiglio non era stata convocata alcuna commissione consiliare sul tema, pertanto il movimento non è stato messo in condizione di apportare alcun suggerimento né tantomeno esprimere giudizi negativi, nelle sedi istituzionali preposte. I voti contrari, e soprattutto parole al fulmicotone sono arrivate invece dalla maggioranza, dal partito democratico in particolare, che si è evidentemente spaccato sull’argomento».(l.bo.)
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