Il Tirreno

«Per l’ecodoppler 10 euro in più»

«Per l’ecodoppler 10 euro in più»

La protesta di una disabile: ho atteso 5 mesi e mezzo e mi hanno fatto pagare per la digitalizzazione

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FIVIZZANO. Un contributo di 10 euro per digitalizzare l’ecodoppler. Questa la richiesta a cui si è trovata a far fronte una disabile. «Voglio esporre il mio sdegno nei confronti della Regione Toscana, per come noi disabili siamo trattati». Comincia così l’accorata lettera di Giusy.

«Ho prenotato un'ecodoppler alle vene per controllare se erano occluse e per decidere il da farsi, in quanto sono malata di sclerosi multipla da 19 anni - scrive - In tutta la mia vita da malata, non mi sono mai sentita dire che devo pagare una visita inerente alla mia malattia, ebbene martedì scorso, al distretto di Fivizzano mi hanno detto che avrei dovuto pagare 10 euro come contributo alla digitalizzazione. A parte che non è stato digitalizzato niente, ma è stato stampato come da 30 anni a questa parte le foto, il balzello di 10 euro è stato introdotto a settembre, i miei cari dottoroni, la visita l'ho prenotata ben 155 giorni or sono, e al mio arrivo in quel di Fivizzano ho atteso ben 15/20 minuti prima che qualcuno si degnasse di venire allo sportello, quindi assenza dal posto di lavoro, si sentivano chiaramente dalla sala d'aspetto le risate le chiacchiere».

«Sono invalida al 100% - continua - con accompagnamento, ho l'esenzione C03, la A046 o 046.340 vivo con la miseria di 740 euro al mese, mutuo da pagare, figlio che ha poco meno di un anno e mio marito che ha perso il lavoro. Ma a cosa mi serve l'esenzione se non posso fare le visite per controllo per malattia neurodegenerativa cronica? Cosa devo fare? Devo aspettare di essere un vegetale? Io devo pure fare risonanza magneticaalmeno 2 volte l'anno, e pure quelle mi toccherà pagare? Cosa darò da mangiare a mio figlio? I vostri Cd digitalizzati? Quando oggigiorno tutto si basa su reti informatiche e i referti viaggiano via rete a costo zero».

«Mio marito - prosegue la lettera - dovrebbe fare un'ecografia alla spalla per presunta periartrite, ma a questo punto, oltre al fatto che gli hanno chiesto 50 euro nonostante il reddito praticamente nullo, ora aggiungiamoci altri 10 euro (anche qui la visita è stata prenotata 6 mesi fa), l'unica soluzione è che deve chiamare (il numero del Cup a pagamento, attendere in linea per diversi minuti così da pagare un bel po’ di chiamata) e rinunciare alla visita, quando non ci sarà più niente da fare e la spalla sarà bloccata del tutto, magari prenderà la pensione d'invalidità».

«Ah, già mi scordavo che noi siamo italiani e che quindi nulla ci è dovuto. Nessun aiuto dalla Regione per il mutuo prima casa, per coppie giovani, per figli a carico. Mai niente! Per sopravvivere, e sperare di arrivare alla fine del mese dobbiamo inventarci qualcosa, rinunciare anche a curarci visto che del diritto alla salute alla nostra Regione Toscana non gli e ne importa niente».

«Spero vivamente - si chiude amaramente la lettera di Giusy - che il governo, insieme alle mille misure che sta adottando decida di eliminare non solo le province, ma anche tutte le regioni, e mandare a casa tutti quanti, senza buonuscita e benefit, così si risparmia sul debito pubblico, non sulla pelle dei cittadini».

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