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Parco eolico ancora nel mirino

Parco eolico ancora nel mirino

Gli ambientalisti protestano: lavori iniziati prima del pronunciamento del Tar

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ZERI. Nonostante il sì della Regione Toscana, a Zeri non si ferma il malcontento per il progetto di un parco eolico sul Monte Colombo. Anzi, in questi giorni più di un abitante della zona ha segnalato come i lavori propedeutici all'installazione degli areogeneratori stiano andando avanti nonostante si attenda il pronunciamento del Tar della Toscana in merito alla sospensiva chiesta dagli ambientalisti e dal “Comitato cittadino per la salvaguardia di Zeri”.

«Ci segnalano che sono iniziati i lavori per la costruzione delle strade di servizio – dice Ivano Rafeca, portavoce del comitato – che saranno poi usate dai mezzi che dovranno disboscare le zone che saranno poi scavate per gettare i plinti, in sostanza le fondazioni di cemento armato. Siamo preoccupati perché vorremmo che il tribunale amministrativo si pronunciasse al più presto sul ricorso».

L'azienda costruttrice è la Fera srl con sede a Milano e uffici sparsi tra Siracusa, Savona e Livorno. In Toscana è loro anche il Parco di Santa Luce alle porte di Pisa, si stima sarà finito entro la fine dell'anno e sarà il più grande di tutta la regione con le sue tredici pale. Per “Vento di Zeri” il progetto iniziale ne prevedeva addirittura diciotto, che negli anni sono state ridotte a sette, ognuna alta 126 metri. Ciascun aerogeneratore produrrà 1,5 MW per 10,5 MW totali a 1250 metri d'altezza, quasi un record di altitudine per un parco di questo tipo.

Nel giugno 2011 il progetto ha ottenuto il via libera dalla Conferenza dei Servizi della Regione, ma questo non ha placato i dubbi degli oppositori, una vasta schiera che va dai cacciatori a Italia Nostra, dagli abitanti che vedrebbero espropriati i propri terreni al Wwf. Primo tema del contendere la presenza di vento. Il 25 settembre scorso durante un consiglio comunale a Patigno Luigi Pennisi, ingegnere responsabile del progetto per conto di Fera, rassicurava: «Abbiamo installato anemometri sul monte e abbiamo raccolto dati per cinque anni, siamo sicuri che il vento ci sia». Ma gli ambientalisti non sono altrettanto convinti e parlano di 1.500 ore di vento all'anno al massimo, quando ne servirebbero 2000 per garantire la produttività dell'impianto. «Non siamo contrari all'eolico – conclude Rafeca – ma bisogna ben ponderare dove costruire, e la cima del Colombo non è il luogo adatto. Rischiamo di sacrificare un sito di notevole interesse naturalistico e paesaggistico e di non vedere neanche alcun miglioramento dal punto di vista lavorativo. Addirittura gli operai vengono da fuori e poi pernottano a Borgo Taro, quindi neanche sotto quell'aspetto a Zeri rimane alcunché».

Andrea Bonatti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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