Il Tirreno

Nca, ultimatum di Admiral Tecnomar

Nca, ultimatum di Admiral Tecnomar

«O finisce la mobilitazione entro questa settimana e noi possiamo entrare, oppure la nostra offerta sarà ritirata»

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CARRARA. Admiral Technomar lancia l’ultimatum: se la mobilitazione ai cantieri non si concluderà entro questa settimana, saremo costretti a ritirare la nostra offerta su Nca. «Il tempo a nostra disposizione è già scaduto: dobbiamo decidere nell’arco di due o tre giorni se continuare o meno a puntare sui Nuovi Cantieri Apuania»: parola di Giuseppe Taranto, già vicepresidente e ora amministratore delegato (Giovanni Costantino è adesso “solo” presidente) di Admiral – Tecnomar, il gruppo in corsa per l’acquisizione di Nca considerato a oggi il più quotato tra le società (le altre due sono Antonini-Corsi e Ocean Indipendence) che hanno prestato la loro manifestazione di interesse al ministero dello Sviluppo. «Sarebbe un vero peccato se fossimo costretti a lasciare questo territorio. Mi auguro che la situazione si risolva, per il bene dei lavoratori e anche della città»: sono parole piene di rammarico, quelle che pronuncia il numero due di Tecnomar, all’indomani della decisione dell’assemblea dei lavoratori di Nca di proseguire con lo sciopero, in attesa di una risposta da governo e regione sulle garanzie chieste da rsu e sindacati in merito a livelli occupazionali, assetto societario e analisi dei piani industriali. La posizione di Tecnomar è chiara: l’azienda ha dei tempi da rispettare, dettati da progetti, consegne e contratti che, in caso di ritardi, comportano penali da migliaia di euro. «La mobilitazione in corso in cantiere rallenta le nostre attività per finalizzare l’accordo», prosegue Taranto, raccontando che in questi giorni la sua società ha dovuto rinunciare a condurre tutta una serie di approfondimenti sulla realtà di Nca, proprio a causa dello sciopero. «Alcuni nostri delegati avrebbero dovuto entrare in fabbrica per verificare e approfondire le competenze delle risorse umane, fare piani operativi e impostare iniziative di formazione. Per via dello sciopero però questo non è stato possibile e siamo stati invitati a rinviare queste operazioni», racconta ancora il vicepresidente. Una situazione di “turbolenza”, prosegue Taranto, in cui è difficile fare gli approfondimenti e le valutazioni necessarie in questa fase della trattativa: d’altro canto, la società ha delle scadenze da rispettare e dopo aver già rivisto alcuni programmi, adesso non può più rinviare. «Possiamo aspettare ancora due o tre giorni, la fine di questa settimana e poi saremo costretti a valutare delle alternative - dichiara ancora il vicepresidente che aggiunge - per questo territorio, soprattutto in tempi di crisi, sarebbe un peccato allontanare investitori con programmi concreti come il nostro».

Il progetto presentato da Admiral Tecnomar, società di Giuseppe Costantino, genero del celebre designer Giorgetto Giugiaro, prevede l’impiego di 85 dipendenti nell’arco di 24 mesi, più 50/60 nell’indotto, nell’arco dei primi tre anni. Nell’immediato Tecnomar sarebbe pronta a ricollocare 60-70 operai, pur precisando che i numeri potrebbero variare in base ai carichi di lavoro: la società ha annunciato di avere già acquisito nove commesse per costruire super yacht e di essere in trattativa per otto commesse nel settore della navalmeccanica. (c.ch.)

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