Il Tirreno

Ma quanta puzza al Cermec Proteste ed esposti

Ma quanta puzza al Cermec Proteste ed esposti

L’azienda: odoracci sì, ma “naturali”. Installati speciali filtri e nessuna lavorazione di sera

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MASSA. Ma quanta puzza in quella zona. Via Dorsale, via Marchetti, via Passo Volpe, via Massa Avenza: è lì il regno dei cattivi odori. E l’impianto Cermec è la sua reggia. I miasmi si possono annusare a qualsiasi ora del giorno, di sera, però, di più. Sentori nauseabondi che, a seconda di come tira il vento, raggiungono l’abitato di Avenza, la zona di via Baracchini, via Tortore fino alla Partaccia o la zona dell’Aurelia. Gli abitanti ci sono abituati, qualcuno ci fa anche previsioni del tempo: puzza di Cermec, domani piove. Sopportano – si turano il naso – ma, ogni tanto sbottano.

Come in queste ultime settimane, quando pare che gli odori siano diventati ancora più forti. Fioccano così esposti – l’ultimo, ai carabinieri del Noe, è di Stefano Benedetti, consigliere comunale del Pdl (che abita pure nella zona) – proteste – quella di Mò Basta, il comitato della gente di Alteta guidato da Giancarlo Casotti – tornano antiche paure (siamo vicini alla ex Farmoplant) sulla nocività di quei miasmi. «In alcuni orari gli odori sono così intensi che i cittadini di Alteta e zone limitrofe sono costretti a mettere le mascherine», denuncia Casotti. «Chiedo alle autorità di accertare la causa della diffusione dei miasmi e di accertarne il grado di tossicità», incalza Benedetti. Ma a protestare sono anche gli imprenditori che hanno attività nella zona, aziende già di per sè non troppo salubri (nel senso delle polveri prodotte dalle lavorazioni e dal traffico dei camion) che mal sopportano di lavorare con quella puzza.

L’azienda imputata si difende. Sgombrando il campo, in primo luogo, dai timori di tossicità: «Cermec – scrive l’azienda in una lettera inviata proprio alle imprese limitrofe – riceve e tratta soltanto rifiuti urbani, non pericolosi, e gli odori prodotti non sono dovuti alla presenza di sostanze tossiche o nocive ma esclusivamente agli acidi grassi che si formano nella fermentazione della sostanza organica». Sono, insomma, gli odori caratteristici dei rifiuti domestici, come di un bidone moltiplicato per mille.

L’azienda rivendica inoltre di avere adottato “da tempo”, dispositivi per ridurre gli odori. L’impianto è dotato di sistemi di aspirazione e bio-filtrazione dell’aria all’interno dei capannoni in cui vengono trattati i rifiuti; si utilizzano prodotti enzimatici in quelle attività che si svolgono in aree dove è possibile una maggiore dispersione nell’atmosfera. Misure tuttavia non sufficienti, ammette Cermec, a garantire “emissioni zero”.

Quanto al fatto che gli effluvi gusto spazzatura siano più intensi di notte, l’azienda fa presente che l’impianto lavora « in ore diurne e solo in rare occasioni le attività si prolungano in un terzo turno dalle 19 all’una del mattino, mai comunque nel cuore della notte o nel primissimo mattino». Cioè, fa sapere Cermec, nelle ore in cui la puzza viene avvertita con maggiore intensità l’impianto è fermo. Dunque, escluso che gli abitanti della zona e chi passa da lì soffrano di allucinazioni olfattive, resta da capire perché.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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