La manifestazione
«Ero immobile davanti a quella ferocia»
Così scrive un’alunna premiata a Mulazzo nel concorso “Livio Galanti” Un’altra parla del cuore del fiume «profondo d’ira contro l’uomo»
MULAZZO. Il ricordo degli eventi alluvionali resterà certamente impresso nella mente di chi lo ha vissuto in prima persona, ma ancor più vivido rimarrà in quei ragazzi che hanno assistito alla dirompente forza della natura. Il premio Livio Galanti, che ha coinvolto gli alunni dell’istituto comprensivo Tifoni di Mulazzo e Pontremoli, che aveva come tema “Disegni e Pensieri quando dal cielo arriva troppa acqua: che fare?”, cerca di capire come i bambini abbiano interpretato questo evento che ha stravolto la loro visione abituale del territorio. Il premio viene conferito tramite il giudizio degli elaborati, disegni per le prime due classi delle elementari, componimenti per le tre restanti e un tema per le classi medie. In ognuno di essi si nota la forte impressione che l’alluvione ha generato negli alunni, una sensazione che unisce lo sgomento, a un profondo rispetto per la natura che rompe le catene create dall’uomo per ribellarsi di fronte alla sua incuria.
Questa sensazione di sbigottimento che trasmuta in paura, di fronte ad una dimostrazione di forza degli elementi naturali, ben si può notare nel componimento, scritto da Caterina Paolini, che ha superato la concorrenza degli altri componimenti sviluppati nelle ultime tre classi delle elementari: “Il fiume si agitò/ il suo cuore profondo d’ira contro l’uomo/ il suo colore tinto di allegria e purezza/ diventò opaco e sporco…/”. La stessa metamorfosi cromatica, potrebbe essere letta come il mutamento dello stato d’animo di chi osserva la tragedia.
Se prima tutto era normale, d’improvviso quella normalità viene inghiottita, fagocitata da una massa scura che distrugge tutto ciò che prima era consueto.
La paura attanaglia gli animi in questi momenti terribili, ancor più se qualcuno viene disperso, se quella persona è qualcuno che fa parte della tua vita in una piccola realtà come quella di Montereggio, che per settimane ha subito il dramma dell’isolamento, come viene descritto da Nausicaa Fogola, primo posto ex aequo con la sua compagna Caterina Paolini.
Scrive Nausicaa: “Il mio papà, insieme ad altri, sono andati a cercare il papà di un mio amico che non si trovava più”. In poche semplici parole si nasconde l’angoscia, l’ansia terribile che qualcosa di nefasto ci possa togliere gli affetti più cari, la sensazione di impotenza che l’uomo sente durante queste catastrofi.
Proprio questo senso di immobilità viene ben espresso da Laura Filippi, primo posto per le classi medie: “Ero ferma, immobile davanti a quella ferocia che si manifestava continuamente sotto forma di un violento pianto…… Tutto ad un tratto vidi il piccolo monte davanti ai miei occhi, sostenuto precedentemente con imponente sicurezza da un muretto in sasso, cadere in uno stanco sfogo..”.
Annichiliti, affascinati, ipnotizzati di fronte ad una volontà di potenza naturale che ha stravolto un paesaggio, anche se consci che con una migliore cura del territorio i danni sarebbero stati minori.
Gli altri vincitori ex aequo per le prime due classi delle elementari sono stati Edoardo Novoa e Luca Caccese che hanno messo in arte visiva, cioè con disegni, ciò che accadeva intorno a loro, la caduta di un paese sotto i colpi incessanti della pioggia, dal cielo un bombardamento continuo e senza pietà, e l’acqua che straripava dai fiumi.
Un’alluvione che ha messo in ginocchio l’intero comprensorio lunigianese.
Lo scrittore Stefano Corsi, che assieme alla maestra Monica Rosa hanno affiancato il sindaco Claudio Novoa nella premiazione, ha evidenziato l’importanza dei ragazzi che rappresentano il futuro del territorio; il sindaco ha detto che «bisogna voltare pagina, oggi ricordiamo un evento disastroso come quello dell’ottobre scorso, ma con maggiore forza. Occorre rimboccarsi le maniche perché il lavoro da fare è ancora tanto, e i giovani rappresenteranno una carta in più da usare per rilanciare il territorio».
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