La manifestazione
Aggrediti e minacciati dal padrone di casa
Con una teiera ha spaccato il cranio all’inquilino, poi ha puntato il coltello alla gola alla compagna
CARRARA. Lo ha preso a colpi in faccia con una teiera di metallo, lasciandolo agonizzante, e con il cranio spaccato, in fondo alle scale di casa. Poi, sempre brandendo la stessa teiera, ha colpito all’orecchio la convivente dell’uomo ferito, rompendole il timpano. E, infine, l’ha minacciata puntandole un coltello alla gola. Cento euro in meno, rispetto al canone (900 euro) pattuito per due mesi di affitto: questa, secondo quanto ricostruito ieri in tribunale davanti al giudice Cristina Ponzanelli, sarebbe stata la scintilla che ha scatenato la rabbia del figlio della padrona di casa, Najib El Mansouri, nei confronti del suo connazionale e della compagna, una giovane carrarese. L’uomo è finito sotto accusa per lesioni gravi, minacce, omissione di soccorso e porto abusivo di arma. I fatti risalgono al marzo di due anni fa e hanno avuto come scenario una casa alla periferia della città. Ieri in tribunale ha raccontato la sua versione dei fatti la giovane donna colpita e minacciata col coltello, che insieme al compagno si è costituita parte civile (entrambi sono assistiti dall’avvocato Serena Crudeli). «Li ho sentiti urlare e quando sono uscita di casa ho visto il mio compagno steso a terra, in fondo alle scale, con Najib che lo prendeva a calci - ha raccontato, non senza emozione, la donna - Mi sono avvicinata per andare in aiuto al mio compagno e sono stata colpita anch’io all’orecchio, con quella che mi era sembrata una brocca di acciaio. Poi ha tirato fuori un coltello nero e me l’ ha puntato al petto, minacciando di tagliarmi la gola. Poi è scappato». «Non dimenticherò mai la sua faccia, sembrava indiavolato - ha ricordato la giovane donna - Io ero terrorizzata, ho avuto paura che il mio compagno fosse morto. Era privo di sensi, non rispondeva. Ho urlato, ho chiesto aiuto con tutta la mia forza, ma nessuno mi ha risposto. Nessuno ha aperto la porta. Alla fine sono dovuta tornare io nell’appartamento e chiamare l’ambulanza e i carabinieri. Ero in preda al panico, in pochi minuti ho chiamato 3 volte il 118». Le conseguenze di quella duplice aggressione sono state pesanti: il marocchino, infatti, ha riportato un trauma cranico con frattura della teca cranica ed è rimasto in ospedale 12 giorni. La compagna ha riportato un trauma facciale e la lesione al timpano. Sul banco dei testimoni è poi salito il marocchino finito in ospedale dopo essere stato preso a colpi di teiera e butta giù dalle scale. «Avevamo già discusso prima, ed era intervenuta anche la polizia - ha ricordato - Poi, intorno alle 2 di notte, ho sentito bussare alla porta: ho aperto e mi è stato subito sferrato un colpo al volto con una brocca di metallo. Subito dopo sono stato spinto giù dalle scale. Poi ricordo poco: ho visto che Najib picchiava la mia ragazza, ma io ero steso a terra stavo perdendo i sensi. Non ero in grado di reagire».
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