Il Tirreno

Progetto Carrara, vento di “cassa”

di Cinzia Carpita

Sindacati: prima si sfoltiscano i dirigenti. Dell’Amico e Tazzini: Cig ultima ratio, entro l’anno buonuscita per tre ingegneri

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CARRARA. La Progetto Carrara punta a snellire il proprio apparato e al contenimento dei costi dato che è ormai ultimata e in funzione la strada dei marmi. «Entro l’anno – dicono la presidente Silvia Dell’Amico e l’amministratore delegato Cesare Tazzini – vorremmo risolvere il rapporto con tre ingegneri dirigenti». Cioè Giuseppe Fruzzetti, Gaetano Farro e Andrea Cerchiai che hanno fatto un enorme lavoro per la realizzazione della via dei marmi, ma che ora, dice Tazzini, «gioco forza, non hanno più motivo di permanenza nella società. Per contratto hanno diritto a 12 mesi di preavviso di fine rapporto, ma l’atto non è stato fatto. Puntiamo a un accordo di buonuscita. Ma, l’ho già detto in varie sedi, il problema non finisce qui, perché occorre definire l’assetto della società e di buona parte del resto del personale: mi riferisco a una decina di tecnici, legati alla via dei marm (non ai vigilini del piano della sosta, che non sono in discussione)».

Tazzini e Dell’Amico confermano le voci sull’eventualità di cassa integrazione. «L’abbiamo presa in considerazione – dice Tazzini – ma occorrono soprattutto soluzioni per come impegnare questo personale». «Per me, la cassa integrazione è l’estrema ratio – afferma Silvia Dell’Amico – purtroppo non siamo nelle condizioni di poterla escludere, ma ci deve essere la massima attenzione a favore del lavoro, per cui mi auguro che alla Cig non si arrivi mai. Con il sindaco stiamo cercando soluzioni positive per tutti i dipendenti, non è stato ancora deciso nulla. La società, fra l’ultimazione della via dei marmi (per cui ha esaurito la sua missione principale), la spending review e risorse in calo, sta vivendo un momento cruciale».

E proprio sulle ipotesi di cassa integrazione che sono arrivate alle loro orecchie, i sindacati Cgil del pubblico impiego (Fp) del commercio (Filcams) e dell'edilizia (Fillea), per bocca rispettivamente di Paolo Guerra, Luca Ricci e Roberto Venturini, esprimo preoccupazione «per il futuro dei lavoratori della Progetto Carrara in quanto, nonostante le rassicurazioni che sono state date sia dall'amministrazione comunale che dalla presidenza della società nell'incontro di due settimane fa, ci arrivano dei rumors ed indiscrezioni che riguardano la sorte dei dirigenti e dei dipendenti. Ci sarebbe una proposta di far rientrare i dirigenti in qualche altro ente per compensare il preavviso che dovrebbero avere.

Rispetto alla sorte dei dipendenti secondo le indiscrezioni potrebbe essere aperta la cassa integrazione». I tre sindacati chiedono alla politica di pensare prima a sfoltire la dirigenza della Progetto Carrara. «Il costo totale dei dipendenti è inferiore a quello di dirigenti, amministratori, consiglieri, revisori. Per cui, un segnale importante della politica alla città, sarebbe quello di ridurre i costi a cominciare dalla punta della piramide e non da coloro che guadagnano 1.500 euro al mese. Non accetteremo nessuna eventuale decurtazione di stipendio ai lavoratori fino al momento in cui tutti i costi inutili non verranno azzerati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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