Sicurezza
«La nave va liberata ma parliamone insieme»
CARRARA. La Cisl e la Fim intervengono nuovamente sulla vertenza Nca. Parlano del blocco della nave Messina in bacino e sostengono che c’è «la necessità – questa è il nostro convincimento – di...
CARRARA. La Cisl e la Fim intervengono nuovamente sulla vertenza Nca. Parlano del blocco della nave Messina in bacino e sostengono che c’è «la necessità – questa è il nostro convincimento – di liberarla al più presto. Ci pare interessante la posizione delle Istituzioni sia comunali che provinciale quando affermano “la non condivisione delle forme di lotta messe in atto dalla rsu in merito al varo della nave RFI ed al conseguente blocco dell'inizio dei lavori per la nave Concordia “. Più chiaro di così».
«In questo contesto, mentre Pagano della Fiom dice che è opportuno non dividere il fronte sindacale, la Uil di Massa Carrara, invece di limitarsi all'analisi politico sindacale cerca esplicitamente di dare la colpa alle scriventi segreterie». Cioè a Fim e Cisl. «Dapprima sostenendo che per la Cisl è tutta una questione di posti e poi asserendo che nella nostra scelta esiste un tempismo sospetto. Effettivamente i nostri tre rappresentanti nella Rsu si sono dimessi da tempo e nessuno di noi ha mai dichiarato che la cosa è avvenuta recentemente».
Fim e Cisl fanno poi riferimento alla riunione tenutasi tra Cgil, Cisl e Uil , Fim, Fiom e Uilm, la rsu residuale e un delegato Fim interno: «Noi abbiamo detto che sarebbe stato utile che la Rsu al termine delle proprie riunioni o quando ricevuta dal sindaco, avrebbe potuto consultare il nostro rappresentante aziendale, del direttivo provinciale Fim. La nostra proposta non è stata condivisa». I due sindacati affermano: «Se la Rsu superstite non intende nemmeno parlare con i nostri rappresentanti, noi decideremo, stante la situazione creatasi, di volta in volta il da farsi, ovviamente nell'interesse del cantiere, a stretto contatto con i nostri rappresentanti interni e con l'assemblea degli iscritti e simpatizzanti».
E poi un appunto sulla situazione di lunedì scorso: «Lunedi mattina, Tecnomar avrebbe voluto effettuare operazioni di verifica interna nel mondo impiegatizio per poter completare la “diligence” e alzare il numero di occupati come unitariamente abbiamo chiesto a Roma. Non sono potuti entrare per il picchetto. In questo modo però si perde tempo per la presentazione del piano industriale di questa azienda. Al collega della Uil – senza ulteriori polemiche – chiediamo di impegnarsi con le scriventi segreterie ed unitariamente per cercare di dare una risposta complessiva che serva alla continuità produttiva ed industriale del cantiere, con la finalità di preservare tutti i posti di lavoro». Insomma, una richiesta di dialogo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
